Qualche giorno fa un gruppo di hacker chiamati Applidium hanno hackerato il codice interno di Siri. Questo significa che volendo si può usare l’assistente digitale di Apple per fini non ufficiali. Moralmente è molto azzardato, perchè sarebbe schiavizzare Siri per i propri fini, ma tecnicamente essendo un assistente virtuale non ne soffrirà molto di questo.

Per capire quali ripercussioni può avere questa procedura, l’hacker Plamoni ha modificato Siri in modo da poter comandare alcune funzioni della propria casa. Mediante un server proxy ha collegato il termostato di casa. Il risultato è la possibilità di cambiare la temperatura chiedendolo a Siri.

L’assistente di Apple, sapendo leggere qualsiasi testo, non ha difficoltà a comprendere comandi non previsti da Cupertino.

In conclusione, l’hack di Siri da parte del gruppo Applidium ha aperto nuove possibilità nell’utilizzo dell’assistente digitale di Apple per scopi non ufficiali. Sebbene l’idea di sfruttare Siri per i propri scopi possa sollevare questioni morali, dal punto di vista tecnico, essendo un assistente virtuale, non ne risente particolarmente. Come dimostrato dall’hacker Plamoni, è possibile utilizzare Siri per controllare funzioni della propria casa, come il termostato, tramite un server proxy. La capacità di comprendere comandi non previsti da Cupertino rende Siri un alleato versatile per sperimentazioni creative.

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