Dalla carta al digitale: ecco la situazione delle riviste e giornali in Italia

Qualche giorno fa stavo leggendo delle riviste sull’iPad e mi sono posto una domanda: siamo in direzione della diffusione in massa dei tablet e gli editori stanno proponendo contenuti, ma al di là della semplicità di reperibilità dei contenuti, dal punto di vista del costo delle copie siamo di fronte un risparmio?

Per scoprirlo mi sono messo a raccogliere dati sulle offerte dei maggiori operatori nel settore, confrontando le loro offerte commerciali per le versioni digitali e quelle cartacee. In teoria una edizione digitale dovrebbe costare meno perchè non soffre dei costi di stampa e di distribuzione nelle edicole. Ma questi costi inferiori portano a prezzi più bassi?

La mia analisi ha portato ad un mondo diviso a metà: dal lato delle riviste abbiamo una situazione disastrosa, mentre per i giornali ci sono elementi positivi. Il grafico che ho creato indica con il colore verde i prezzi per la carta e in blu quelli per il digitale. Se il blu si trova sotto il verde significa che il digitale viene venduto a prezzi inferiori.

Ma entriamo nelle specifico. Ho considerato solo gli abbonamenti annuali. Tra parentesi trovate a sinistra il prezzo per la copia digitale e a destra per quella cartacea espressi in euro:

  • Panorama (0,90/0,87): prezzo del cartaceo è paradossalmente del 3% inferiore a quello del digitale.
  • Topolino (0,96/1,38): la versione digitale costa 30% in meno della versione cartacea.
  • Tv Sorrisi e Canzoni (0,80/0,83): prezzo pressocchè identico tra le due versioni.
  • Ciak (2,25/2,25): prezzo identico tra cartaceo e digitale.
  • Internazionale (1,1/1,98): la rivista a maggior vantaggio per il digitale con un prezzo inferiore del 44%.
  • Corriere della Sera (0,49/0,92): differenza tra i due prezzi del 47%.
  • Gazzetta dello Sport (0,49/0,82): differenza tra i due prezzi del 40%.
  • Repubblica (0,49/1,12): differenza tra i due prezzi del 56%.

Si evince che mentre per le riviste abbiamo prezzi quasi uguali tra versione cartacea e quella digitale, per i quotidiani la differenza è maggiore. Gli editori, in quest’ultimo caso, hanno scelto come prezzo di riferimento 0,49 € per ogni copia digitale. Questo dato potrebbe indicare una sorta di tacito accordo tra gli editori allo scopo di scaricare, al momento, il prezzo della rivoluzione digitale sui pionieri, cioè su coloro vogliono provare il digitale prima di tutti gli altri. In questo modo il digitale può finanziare in parte anche l’editoria cartacea e può ridurre i rischi.

E’ lecito pensare che in futuro, quando la carta andrà in pensione, la diffusione del digitale possa far abbassare ulteriormente i prezzi. Al momento il digitale sembra un affare solo per gli amanti della tecnologia. Un gruppo sempre più folto di persone che, paradossalmente, trova sempre poco spazio sui quotidiani. Al momento, infatti, non esistono grandi spazi dedicati alla tecnologia nei giornali, ma solo piccole rubriche.

Riassumendo, quindi, è come trovarci di fronte una persona con il piatto del cartaceo in una mano che ha paura di perdere, mentre nell’altra c’è quello del digitale che spera sia accolto con favore, ma se non lo fosse sa che è possibile tornare indietro. Questa indecisione di base potrebbe rendere la rivoluzione più lenta e io sono certo che alcuni editori siano convinti che questa lentezza sia necessaria. Ma se invece dell’auto avessimo puntato sul cavallo, ora dove saremmo?

9 Comments

  1. Questo è un cartello,
    andrebbe severamente punito .
    Ma siamo in Italia ed è normale che la bozza di stampa ( questo sono le riviste in PDF , alla fine) costi come la rivista stampata e distribuita con tutti i costi annessi e connessi che una rivista fisica ha!
    Enjoy magic italy

  2. “Ma se invece dell’auto avessimo puntato sul cavallo, ora dove saremmo?”

    In un posto, più sano, più tranquillo e più ricco. 🙂

  3. “Ma se invece dell’auto avessimo puntato sul cavallo, ora dove saremmo?”

    In un mondo pieno di cacca.

  4. hei davide… le infezioni (vedi anche mortalità infantile) dove le metti?
    hai mai visto il film le ceneri di angela?
    io non vorrei vivere in un mondo come quello!
    facciamo le auto “pulite” ma facciamo le auto!

  5. Sì, cartello o monopolio (di Apple)? Mi risulta che non ci sia possibilità di scelta per gli editori, i prezzi sono che possono scegliere sono 0,49 – 0,99 – 1,49… va da se che con il 30% di fee che devono lasciare alla mela morsicata alcuni non ci stiano dentro e quindi mantengano dei prezzi simili a quelli del cartaceo.

  6. e’ bene sapere alcune cose.
    primo, che gli editori vendono ad apple che a sua volta vende ai lettori. (monopsonio, in termini tecnici)
    secondo, che i “punti prezzo” resi disponibili da apple sullo store sono, per l’appunto, decisi da apple che consente di determinare tra 0,79 e 1,59, ad esempio, senza possibilita’ intermedie.
    terzo, che all’editore di quotidiani o magazine, dal prezzo di vendita facciale sull’apple store, arriva il 55% dell’importo.

Cosa ne pensi?