“Il nostro scopo Γ¨ fare i prodotti migliori del mondo“. Conoscete questa frase? E’ la frase ripetuta da tutti i manager di Apple prima di rispondere a qualsiasi domanda. E’ la frase che di solito Γ¨ seguita da un altro mantra “a noi non interessa il denaro“. Ma mentre la prima Γ¨ motivante, la seconda Γ¨ svilente, ovviamente per i clienti di Apple.
I prodotti di Apple costano e anche molto. Posso raccontarvi di quanto durino nel tempo e di quanto il loro prezzo regga nel mercato dell’usato, sono tutte leve reali, ma la veritΓ porterΓ comunque a tirare dal portafogli parecchi euro per comprarne uno. Un prezzo superiore a qualsiasi prodotto della concorrenza. E’ il famoso “premium price” nel settore economico, vale a dire quel prezzo che i clienti sono disposti di pagare in piΓΉ per avere qualcosa che altri non offrono. In questo caso: assistenza tecnica all’avanguardia, prodotti affidabili e qualitΓ superiore.
Quello che vi ho raccontato rappresenta uno dei mattoni su cui Γ¨ stata costruita Apple. E’ ciΓ² che Γ¨ bastato fino ad oggi per affascinare una nicchia di persone, portare enormi profitti e finanziare nuovi prodotti. Ma la veritΓ Γ¨ anche un’altra: Apple ha degli investitori, degli azionisti, e ad ogni trimestre fiscale deve superare le attese degli analisti altrimenti subirΓ un calo nella sua capitalizzazione. Se consideriamo che il titolo Apple Γ¨ il piΓΉ capitalizzato del mondo, che i prodotti di Apple macinano oltre l’1% del PIL americano e che il NASDAQ subisce molto l’influsso delle quotazioni del titolo della societΓ vi renderete conto di quanta importanza abbia tutto questo dello scenario economico americano.
Tutto questo naturalmente non puΓ² crescere all’infinito. Il fatturato di Apple Γ¨ enorme e ha in cassa oltre 121 miliardi di dollari in liquiditΓ . Ad ogni trimestre la crescita Γ¨ a due cifre giΓ da molti anni e prima o poi un freno dovrΓ arrivare necessariamente. Per spostare la data di questo freno piΓΉ in lΓ , la societΓ sta adottando nuove politiche piΓΉ aggressive e ben lontane dalla natura manifestata negli ultimi decenni. La societΓ ha fame di fatturato, deve crescere ancora di piΓΉ e per tale motivo sta guardando affamata tutte le fasce di mercato.
Apple si sposterΓ sempre di piΓΉ da azienda di nicchia a colosso dell’elettronica. E’ un processo in corso che ha visto una delle sue massime manifestazioni nell’iPad Mini. Per la prima volta l’azienda si Γ¨ piegata nel soddisfare le richieste dei suoi utenti, passando da leader a follower.
C’Γ¨ una frase di Steve Jobs che mi viene in mente a tal proposito:
Spesso le persone non sanno quello che vogliono. Come diceva Ford “se avessi chiesto ai miei clienti come migliorare i trasporti mi avrebbero chiesto semplicemente un cavallo piΓΉ veloce”
Questo ad indicare la natura visionaria della societΓ , mai volta a fabbricare le cose chieste dai suoi clienti, ma sempre pronta a creare prodotti innovativi. Una filosofia ben lontana dal meccanismo che spinge semplicemente a creare un prodotto alternativo a qualcosa che giΓ esiste per paura di perdere quote di mercato.
Quando ci fu il debutto dell’iPhone, per esempio, abbiamo assistito alla conquista di un mercato saturo e ripetitivo con un prodotto completamente nuovo e rivoluzionario. Un’idea diventata realtΓ con una forza cosΓ¬ dirompente da mescolare di nuovo le carte in tavola. Con l’iPad Mini, invece, tutto questo non si Γ¨ avuto. Apple non ha fatto altro che proporre un’alternativa al Nexus 7 e al Kindle Fire HD con un prodotto simile venduto a un prezzo piΓΉ alto. L’iPad Mini non Γ¨ rivoluzionario: Γ¨ solo un iPad 2 ma piΓΉ piccolo. E’ semplicemente un prodotto di consumo.
Un atteggiamento di solito manifestato dai concorrenti di Apple. Di solito Γ¨ Apple a presentare qualcosa di nuovo e gli altri a proporre qualcosa di simile e alternativo. Per l’appunto il meccanismo di leader e follower. Ma in questo caso Γ¨ stata Apple a comportarsi da follower.
Molti denunciano questo atteggiamento attribuendolo alla scomparsa di Steve Jobs. E’ un punto di vista valido ma che non voglio affrontare in questo articolo. Fatto sta che qualcosa Γ¨ cambiato. Ora la societΓ vuole denaro e la filosofia “Il nostro scopo Γ¨ fare i prodotti migliori del mondo” sembra solo un vessillo dietro cui marciare. Una bandiera che speriamo non cali nei prossimi anni, ma la cui forza sembra alquanto precaria.


Effettivamente preoccupante, di questo atteggiamento mi sono accorto anche io negli ultimi mesi. Molti lo denunciano in toni decisamente aspri. Spero sia solo una parentesi, comunque.
Kiro, ti leggo spesso ma commento poco.
Questa volta hai scritto davvero un buon articolo: ottima analisi e composizione ben equilibrata. Bravo!
Apple, in questo momento, cerca di inseguire e sorpassare la concorrenza. L’unico disappunto Γ¨ che i “concorrenti sono diventati innovatori”, un cambio di rotta preoccupante. Ad esempio Google ha messo in commercio prodotti molto interessanti, sia dal punto di vista economico sia funzionale, e ne presenterΓ di nuovi a breve. Sembra che Apple sia diventata un cane che cerca di mordersi la coda, girando su se stessa, senza innovare in modo conciso come una volta. Speriamo sia solo un passo falso o ripiego per ottemperare il mercato futuro.
Apple deve fare attenzione anche a Microsoft, che pur con tutti i suoi difetti strutturali, sta riprendendo in mano le carte da gioco, creando una partita tutta sua, con un OS versatile, un requirement hardware (per la prima volta nella sua storia) imposto ai produttori e una base utenti dai numeri da capogiro. Veicolando tramite il suo OS da pc, il passo ai tablet e agli smartphone sarΓ poco piΓΉ che breve….
Windows 8 sui tablet (non arm) renderΓ iOS praticamente inutile. Se si considera che con 100β¬ in piΓΉ di un iPad oggi si puΓ² comprare un tablet con un sistema operativo completo degno di questo nome, mi dite chi spenderΓ piΓΉ tanti soldi per un iPad con un OS castrato ?
Per non parlare della infinitΓ versatilitΓ su smartphone di Android rispetto ad iOS.
consigli: mettere mac os su iPad mantenendo il prezzo invariato e defosillizzare l’iPhone abbasandone contemporaneamente il prezzo.
Concordo pienamente. GiΓ piΓΉ di un anno da, dopo la scomparsa di zio Steve, commentai a proposito di questa preoccupante deriva dettata dalla capitalizzazione e dai dividendi.
Trasferire il DNA da una persona ad una societΓ Γ¨ quasi impossibile ma ci stava riuscendo, non del tutto purtroppo.
Mi auguro che questo sia un anno di transizione (vedi ad esempio come Γ¨ stata interrotta la ciclicitΓ dei keynote e l’improvviso ritiro dal mercato dell’iPad 3) e che il dio denaro non prenda il sopravvento sull’imnovezione.
Sperem!!
Come diceva Steve, Γ¨ quello che accade quando la guida dell’azienda passa agli uomini delle vendite e del marketing e cessa di essere in mano agli uomini di prodotto.
A mio parere, le dimensioni di un azienda limitano la sua spinta innovativa: piΓΉ Γ© grande, piΓΉ deve muoversi entro determinati obiettivi, il primo dei quali Γ© l’ assurdo livello di capitalizzazione raggiunto. questo porta a seguire strade sicure ma meno “folli”, smentendo di fatto la filosofia di jobs.
Prima era Microsoft il gigante, e sappiamo che disastri ha combinato, ora tocca ad Apple, domani probabilmente toccherΓ a Google.
secondo me a marzo ci sarΓ una grossa novitΓ ..forse la tv? altrimenti cosa presentano nel periodo che era dell’ipad nuovo? niente? impossibile, per le stesse logiche di questo articolo
hai centrato in pieno.. ci scommetto 100 β¬ che ci sarΓ a la tv a marzo!
Ottimo articolo, bravo Kiro!
Finalmente qualcun altro s’Γ¨ accorto che l’iPad mini Γ¨ come l’iPad2 solo piΓΉ piccolo, ovvero un prodotto vecchio di un anno e mezzo ma rivenduto come nuovo.
Kiro anche tu ormai ti sei dato alla moda di criticare la Apple dato che in questo periodo fa “ascolti”.
L’iPad mini Γ¨ un esigenza di mercato come suo tempo lo Γ¨ stato l’iPod mini poi sostituito dal nano, niente di nuovo anche in quel caso esiste ano giΓ lettori mp3 simili serviva solo a consolidare il settore.
Per la gente che dice di sentire la mancanza di Jobs probabilmente non si rende conto che questi prodotti non si sviluppano in 15 giorni ma si parla di almeno 1/2 anni per vedere qualcosa a cui jobs non abbia lavorato bisognerΓ aspettare l’anno prossimo.
Ma chi parla bene di windows 8, lo ha provato?! Che orrore! Il peggio di entrambi i mondi (computer e tablet)! Un sistema operativo pensato e implementato per computer, mascherato con un’interfaccia touch.
Cento volte meglio un iPad con iOS o un Nexus con Android! Su questi device NON deve girare office (se non in versione pensata ad hoc per tablet e opportunamente depotenziata e semplificata). Chi dice il contrario, secondo me, Γ¨ rimasto agli anni 90…
iOS ha segnato la strada, Android (dopo qualche falsa partenza) Γ¨ lΓ¬ (forse anche superando iOS per alcune cose), Windows lasciamo perdere! π
Poi, dire che Apple non innovi perchΓ© si Γ¨ “limitata” nell’ultimo evento a presentare il miglior computer desktop e il miglior laptop attualmente in commercio, tralasciando per una volta il settore mobile (anche se l’iPad mini venderΓ un botto!), vabbΓ¨. Punti di vista…
Ottima analisi,complimenti! Sono d’accordo su tutto,aggiungerei,che secondo me la Apple,stanno cambiando rotta… e infatti si nota..
kiro, complimenti.
ipad mini e iapd4 segnano il momento di svolta.
temo che ora che apple si Γ¨ ‘livellata’, farΓ fatica a stare dietro.
creare ottimi oggetti e curarne maniacalmente i particolari Γ¨ roba del passato (nessun rif. a SJ). il mercato Γ¨ cambiato ed apple se n’Γ¨ accorta, ma non ha la mentalitΓ e flessibilitΓ per adattarvisi.
quando i fanboy la sgameranno, finirΓ tutto.
Parlando dell’Italia,sta cosa proseguirΓ con i fanboy,per il resto chi gli si prospetta la cassa integrazione,voglio vedere quanto corrono agli Apple Store…e cmq Γ¨ una ruota che gira.Piu crisi,meno lavoro,meno soldi,quelli che ci sono si spenderanno per altro…
Γ¨ una questione di immagine-filosofia aziendale-percezione del brand.
la crisi non credo centri nulla. i numeri del fatturato sono da capogiro e siamo in piena crisi.
Γ ovvio che Jobs non Γ¨ in alcun modo sostituibile. D’altra parte, come detto bene da Kiro, ciΓ² che mi aspetto da un prodotto Apple Γ¨ una qualitΓ tale da giustificare il prezzo maggiore, sia in termini di durata dell’hardware che di obsolescenza del prodotto in sΓ©. Ad esempio: il mio iMac ha ormai quasi cinque anni, e per ora non Γ¨ per niente da buttare nΓ© obsoleto, mentre un PC della stessa etΓ Γ¨ spesso giΓ da tempo rottamato, oltre che obsoleto.
Questo aspetto, a mio avviso, vale molto di piΓΉ dell’innovazione a tutti i costi e della parossistica corsa all’ultimo modello.
CiΓ² che non mi piace Γ¨ invece la forzata obsolescenza dell’hardware, causata (piΓΉ o meno intenzionalmente) da un sistema operativo piΓΉ “vorace”. Questo fa parte della piΓΉ deteriore tradizione PC/Microsoft, come ho dolorosamente sperimentato in 16 anni di Windows.
Aver dovuto abbandonare un iPhone 3G vecchio ma funzionante per non dover rinunciare a prestazioni per me necessarie (sincronizzazione con iCloud), non Γ¨ stato simpatico, poichΓ© non sono fanboy (ma solo soddisfatto utilizzatore dei prodotti Apple) e non ho soldi da buttare.
PoichΓ© non tornerei mai a un prodotto Microsoft per le ragioni suesposte, mi auguro vivamente che Apple non si accodi all’andazzo. In tal caso, sarebbe davvero la fine di un’epoca, poichΓ© gli altri non hanno mai intrapreso un serio discorso di qualitΓ “a tutti i costi”.