Ecco perchè il calo di azioni farà bene ad Apple

persiani

In queste settimane si parla molto di Apple e del suo andamento in Borsa. Molti pensando che con la scomparsa di Steve Jobs la società non sarà più la stessa. Altri già annunciano la figura del prete in lontananza pronto a dare l’estrema unzione a una società diventata troppo grande. Molti sperano in una rimonta. Ma chi ha ragione? Riflettiamoci un attimo.

Ormai leggendo in giro gli articoli pubblicati sui media si evince che ogni analista prova a dare una soluzione. Il calo delle vendite delle azioni è dovuto: dalla scomparsa di Steve Jobs, dalla distribuzione dei dividendi che hanno spinto a chi aveva azioni ad incassare e vendere, all’iPad Mini che può cannibalizzare l’iPad, all’iPhone poco competitivo, ai prezzi di Android a buon mercato, alla crisi economica, a questioni fiscali, alla difficoltà di costruire gli iPhone e alla poca visione di Tim Cook. Probabilmente una di questi motivi è quello esatto, forse un po’ tutti, forse nessuno. Ma la verità è che il calo delle azioni farà bene alla società. Ecco come.

Se avessimo due venditori di ferro da stiro porta a porta potremmo avere 3 situazioni:

  1. Entrambi i venditori vendono lo stesso ferro da stiro ma il primo a 100 € e il secondo a 80 €. Il primo ovviamente è uno sprovveduto perchè compreranno tutti dal secondo.
  2. Entrambi i venditori vendono lo stesso ferro da stiro a 100 €. Vince il più simpatico alle persone.
  3. Entrambi hanno un modello ma il primo stira ogni tipo di capo. Il secondo modello solo quelli in cotone. Il primo è venduto a 100 e il secondo a 80 €. Le persone comprano il primo perchè per stirare gli altri capi dovrebbero comprare un modello aggiuntivo per 50 € spendendo in totale 130 € e non converrebbe.

Avendo in mente queste tre situazioni possiamo riflettere su quale tipo di venditore è Apple al momento. Di sicuro la società ha sempre investito in innovazione e in esperienza utente. La società con l’iPhone EDGE distrusse la monotonia nel settore telefonico portandosi diversi anni avanti i concorrenti. In questi anni per portare avanti le vendite gradualmente ha introdotto lievi novità di anno in anno. I concorrenti, però, hanno quasi azzerato il gap evolutivo dell’iPhone proponendo soluzioni simili all’iPhone a prezzi molto bassi.

Possiamo dire di essere passati dalla situazione numero 3 alla situazione numero 2 e 1. Il vantaggio competitivo di Apple è stato raggiunto, anche se dal punto di vista dell’esperienza utente la società ha delle carte superiori a quelle della concorrenza. Ma questo basta per tornare alla situazione n.3? No ovviamente. Il problema, secondo me, è che negli ultimi anni l’azienda ha visto una cascata di denaro così ampia da considerarsi imbattibile. Ma così come Serse si convinse di essere una divinità immortale e fu sconfessato dagli spartani, così un’Apple imbattibile è sconfessata dal mercato azionario.

Apple non è immortale. Anche se la sua liquidità da oltre 121 miliardi di dollari potrebbero farla sopravvivere per decenni, il predominio dell’iPhone non è imbattibile. La società necessita di investire molto in innovazione e soprattutto fornire soluzioni difficilmente irraggiungibili dai suoi concorrenti. C’è bisogno di vedere tecnologie in grado di stupire e non semplici assestamenti di quelle attuali.

La società ora sa di non essere immortale e lo dimostra la scelta estrema di licenziare Scott Forstall, ex vice presidente di iOS, a favore della creazione del team Interfaccia Umana gestita da Jonathan Ive. E’ questa la cura contro la malattia della sedentarietà. Fortunatamente la società si è accorta del pericolo di ammalarsi di successo ed è corsa ai ripari. Ciò che vedremo in futuro sarà sicuramente qualcosa di nuovo e diverso. Non abbiamo più la visione di Steve Jobs, ma ora abbiamo quella di Jonathan Ive. E’ giusto sperare nel vedere prodotti più innovativi ed esperienza utente migliorate.

3 Comments

    • Apple disse che i nuovi iMac sarebbero stati disponibili da dicembre, siccome siamo a novembre mi pare più che ovvio che non si possono comprare adesso.

  1. Kiro questa è un analisi equilibrata a 13 mesi di distanza dalla scomparsa di Steve Jobs. La sua visione quasi onirica sarà probabilmente sostituita da quella di Ive con cui aveva un feeling eccellente.
    L’impennata azionaria stupì anche me più di un anno fa unita all’eccesiva attenzione ai dividendi.
    Ora mi auguro che si faccia nuovamente quel balzo avanti innovativo che riporti Apple almeno un quinquennio avanti ai concorrenti, anche se non intravedo in quale direzione tecnologica. Ma questo è normale altrimenti che innovazione sarebbe?
    Invece secondo voi dove dovrebbe puntare Apple?

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