SafariDietro la scelta di un nome per un’applicazione o una funzione del sistema operativo, c’è sempre un lavoro di marketing molto difficile. L’obiettivo è trovare un nome abbastanza significativo e facile da ricordare, evitando l’errore di utilizzare parole che potrebbero essere offensive o che suonino male nella testa delle persone.

L’ex programmatore Don Melton, per esempio, all’interno del suo blog racconta che durante le fasi della scelta del nome per il browser di Apple, tra i nomi papabili c’era anche quello di Freedom, vale a dire libertà. A Steve Jobs spiaceva come suonava, ma poi la scelta cadde su Safari.

Quella dei nomi alternativi è un fenomeno che copre tanti altri prodotti. Per esempio il Mac doveva chiamarsi Bicicletta, perché per Jobs il computer era una bicicletta per la mente. Il nome bicicletta è saltato fuori dopo che l’ex CEO di Apple lesse una classifica degli animali che consumano meno energia rispetto al tragitto percorso. Al primo posto c’era il condor, mentre l’uomo era soltanto a metà classifica. Utilizzando una bicicletta, però, l’uomo finiva in prima posizione.

Nello stesso modo il computer era la bicicletta della mente perché gli consentiva di arrivare a soluzioni a cui l’uomo non sarebbe mai giunto da solo. Un altro esempio è il nome per l’iMac che qualcuno propose di chiamare MacMan. Con il senno di poi possiamo dire che fortunatamente i nomi sono quelli attuali.

[via bgr]

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2 Commenti

  1. bicicletta??????????
    una cxagata mostruosa.
    per capirne l’allusione avresti fatto prima a riavviare windows.

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