Apple brevetta la eSIM, la SIM card virtuale

eSIM brevetto

Quest’anno Apple ha lavorato molto per far approvare la nano Sim, la Sim card più piccola del 40% rispetto alla micro Sim. Tutto questo per occupare meno spazio all’interno dei suoi dispositivi mobili. A quanto pare, però, ad Apple dà fastidio qualsiasi spazio occupato da qualsiasi Sim.

Un nuovo brevetto, infatti, mostra quella che potrebbe essere chiamata eSim, una Sim card virtuale gestita mediante un chip all’interno del telefono. In questo modo non bisognerà inserire nessun cassetto per inserire l’estrarre una scheda, ma tutto potrà essere gestito on-line mediante un sistema di autenticazione.

Al momento non sappiamo come intenda gestire l’intestazione di una eSim ad un utente e il relativo utilizzo del dispositivo. Di sicuro una scelta del genere aumenterà i mormorii verso la società generando un vespaio di commenti nei confronti di questa decisione. Molte persone, infatti, tendono ad utilizzare più Sim card all’interno del dispositivo. Operazione che non potrà essere effettuata a questo nuovo sistema.

[via patentlyapple]

3 Comments

  1. apple sta cercando il monopolio assoluto, non solo con la gestione delle app e della musica, ora ache l’operatore telefonico.

    esempio, se prendessi un iphone con un contratto di 24 mesi con operatore tim, allo scadere dei suddetti mesi, volessi mai cambiare il mio operatore, mi toccherebbe cambiare anche iphone, visto che la eSim e loccata con tim…..

    guardatevi questo video sul TRUSTED COMPUTING, non vi ricorda qualcosa ???

  2. Se basta un autenticazione online per far combaciare numero di telefono e utente, non vedo il problema per le persone che hanno piu numeri. Semplicemente dovranno andare online tutte le volte che vorranno passare da una sim all’altra.
    Sbaglio?

  3. Se basta un autenticazione online per far combaciare numero di telefono e utente, non vedo il problema per le persone che hanno più numeri. Semplicemente dovranno andare online tutte le volte che vorranno passare da una sim all’altra. Sbaglio?

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