Recensione di Vine, il servizio di video sharing di Twitter

Vine

Nella giornata di ieri Twitter lanciato il servizio Vine, vale a dire suo servizio di video sharing. Considerando che se ne parla da mesi e all’interno ci sono video vecchi 6 mesi, risalenti ai test degli sviluppatori, possiamo valutare il progetto come una lunga e faticosa analisi per proporre l’idea migliore.

Vine permette di caricare all’interno dei social network dei video di 6 secondi. Per registrare bisogna premere sul pulsante della videocamera e poi tener premuto sullo schermo. Il servizio, durante la fase del tutorial, suggerisce di registrare varie scene in questi secondi in modo da renderlo più vario. Al termine è possibile aggiungere un hashtag e caricarlo su Twitter o Facebook, oppure lasciarlo su Vine.

Purtroppo l’integrazione con Twitter non è avvenuta al 100%, questo significa che all’interno di Vine bisogna aggiungere una lista di persone da seguire e bisogna essere aggiunti da altre persone perché questo scambio di connessioni non riprende quelle di Twitter.

Tralasciando queste pecche iniziali, tra le quali vogliono annoverare anche la mancanza del pulsante che gira la fotocamera per utilizzare quella anteriore, mi sono fatto un’idea molto positiva di questo servizio. Trovo che scrivere un messaggio di 140 caratteri abbia una sua valenza, ma ci sono alcuni pensieri che si possono esprimere soltanto con le immagini e se queste sono animate ancora meglio.

Video lunghi 6 secondi evitano di registrare il superfluo, evitano introduzioni, inutili farfugliamenti e cose del genere. Andare ad esplorare ciò che hanno caricato gli utenti permette di fare piccoli balzi in giro per il mondo. Credo sia uno strumento per rappresentare alcune situazioni quando le parole non bastano ed è un’ottima finestra per girovagare per trovare l’ispirazione quando non si hanno idee.