Social Media Week: giorno 3

Social Media WeekVi siete accorti che quando andiamo a comprare qualcosa, che non sia un prodotto ad acquisto frequente come il bagnoschiuma o la pasta, ci affidiamo sempre di più ad internet? Mentre in passato chiedevamo consigli ai nostri amici o parenti, oggi sfoderiamo lo smartphone e iniziamo a cercare on line qualche feedback per renderci conto se un prodotto è valido e se il prezzo sia in linea con quello di mercato. Lo facciamo sempre più spesso perchè il cellulare viaggia sempre con noi, quasi come un appendice della nostra vita virtuale on line.

E’ ciò che si è discusso nella terza giornata del Social Media Week di Milano. Una giornata a cui ha contribuito anche Google che ha spiegato il suo progetto per le aziende. YouTube, Google+, Zagat, Hangout diventeranno sempre più uniti per creare una sorta di ecosistema utile a conversare con gli utenti dei grandi marchi. La cosa funziona così: l’utente aggiunge un marchio tra i suoi preferiti di Google+ e questi, di contro, potrà mandargli degli aggiornamenti sui nuovi prodotti, effettuare delle conferenze video per dialogare, caricare foto e molto altro. Il tutto si tradurrà in fiducia reciproca che influenzerà le ricerche nel motore di ricerca. Quando l’utente cerca un prodotto e quel prodotto fa parte del catalogo del brand inserito tra i preferiti, questi avrà la prelazione sui risultati.

La giornata è continuata parlando di legalità su internet. Abbiamo compreso che la legge che regola i diritti d’autore è inadeguata e antica. Basti pensare che non c’è un regolamento che spiega se una foto comprata in un catalogo sia condivisibile anche in rete. Le nostre leggi non considerano molto internet, anche se fa parte ormai del tessuto della società. Una società che si basa sempre di più su Twitter e la comunicazione con il “palazzo”. Lo abbiamo visto in questa campagna elettorale dove i politici usano sempre di più questo strumento, ma spesso solo per diramare comunicati stampa, a differenza di altri paesi dove ogni politico ha il suo account distinto da quello dell’istituzione che rappresentano e spesso dialogano come noi: scrivendo un tweet per esultare per un goal o semplicemente per ringraziare qualcuno.

Sono tutti fenomeni che formano il nostro periodo storico e che ci porteranno, per fortuna o purtroppo, verso una direzione. Una direzione su cui è utile discutere per arrivare preparati.