Come funziona il sistema del doppio caffè irlandese con panino olandese

schema tasse EU

Cosa sarebbe la vostra azienda se riusciste a pagare appena il 2% di tasse? Di sicuro avreste più denaro da investire, per assumere persone, gratificare i manager e rendere contenti gli azionisti. Ci sarebbero anche meno strade, meno scuole, meno banda larga, meno poliziotti e così via. L’equilibrio tra tasse e servizi dovrebbe essere fatto in modo da spingere i cittadini a pagare volentieri le tasse e i governi ad offrire servizi di qualità.

In questo difficile equilibrio ne traggono vantaggio le grandi multinazionali. Grazie ad alcune leggi che permettono di tassare con percentuali molto lievi in alcune nazioni, al fine di aumentare l’occupazione e attrarre gli investimenti, le multinazionali sono riuscite a creare uno schema chiamato doppio caffè irlandese e panino olandese. Un sistema utilizzato attualmente da molte aziende come Apple, Microsoft, Coca Cola, Amazon, Google, Intel e molte altre.

Il sistema al momento è legale, quindi le uniche obiezioni che è possibile fare sono dal punto di vista etico. Questo modo di agire sottrae ai governi del denaro in tassazione che potrebbe essere utilizzato per migliorare i servizi ai cittadini. Ma come funziona? In realtà è tutto molto semplice.

Bisogna sapere che le tasse colpiscono la base imponibile, vale a dire il fatturato a cui vengono sottratti i costi. Se noi guadagniamo 1000 e abbiamo costi per 100 paghiamo le tasse su 900, ma se ne guadagniamo 1000 e abbiamo costi per 990 paghiamo le tasse soltanto su 10. Il segreto è portare quei 100 a 990.

Per fare questo le aziende aprono le loro sedi principalmente in alcuni paesi: Irlanda, Olanda, Lussemburgo e Belgio, dove la tassazione è molto bassa. Mettiamo caso che l’azienda che si chiama A abbia due sedi: una in Irlanda e l’altra in Belgio. La sede irlandese possiede le società di tutti gli altri paesi tra cui l’Italia, la Spagna, la Francia, la Gran Bretagna e così via.

Quando si vende qualcosa la fattura finisce in Irlanda. A fine anno, quindi, mettiamo che A abbia un fatturato di 1000. Se A avesse solo la sede in Irlanda dovrebbe togliere i costi e pagare le tasse che in quel paese hanno regime agevolato. Mettiamo caso l’8%.

Per portare i 1000 a 10 la società A ha anche una sede in Belgio. Lì non produce niente ma la sede del Belgio dice a quella dell’Irlanda che per operare ha utilizzato i suoi brevetti e deve pagare le royalties. Quindi le dice di pagare 990. Prontamente dall’Irlanda parte il pagamento in modo da sottrarre i 990 pagati sottoforma di costi e si arriva 10 a cui si applica la tassa dell’8%.

Ora in Belgio sono arrivati 990 e per portarli a 10 ho bisogno di sottrarre 980. Ora è l’Irlanda che dirà al Belgio di pagare i suoi brevetti per 980. In questo modo 980 diventano il costo da sottrarre in Belgio dove la società A pagherà le tasse su 10.

Nonostante i brevetti nei due paesi siano della stessa società, questa può pagare i costi alle due singole come se fossero società indipendenti. A tutto questo giochetto si associa il fatto che la proprietà di A Irlanda e A Belgio, che a loro volta posseggono le società di tutti gli altri paesi europei, appartiene ad A Bermuda dove, magia delle magie, non si pagano tasse.

Ora A Stati Uniti (precisamente nello Stato del Nevada dove si pagano pochissime tasse) possiede A Bermuda e ne può gestire i fondi. Alla fine della fiera tra questi giochetti di scatole cinesi e costi pagati tra le sedi il risultato è che Apple ha pagato 130 milioni di dollari in tasse su un fatturato di 13 miliardi di dollari, Microsoft ne ha pagati 1,7 miliardi su 15 miliardi e Cisco ne ha pagati 400 milioni su 8 miliardi. Ben lontano dalla tassazione del 53% pagate dalle nostre società.

Un giochetto che sottrae denaro nei rispettivi Stati e che potrebbero essere utilizzati per investimenti e per migliorare i servizi ai cittadini. È per questo motivo che in molti Stati sono state avviate delle procedure per recuperare il denaro eluso. Fino a quando paesi come l’Irlanda e il Belgio permetteranno questo genere di scatole, però, il fenomeno non calerà di molto.

  • Per avere un esempio concreto: youtube.com/watch?v=jNuQsvVvCVA

  • Maurizio

    Il tuo ragionamento è molto molto semplice (e un po’ populista), ma i fatti sono diversi. Se Apple pagasse le tasse anche sull’utile, tu non avresti un iPhone e non scriveresti questo blog (ed altrimenti gli stessi governi non lo avrebbero permesso).

    • Apple paga le tasse sull’utile. Lo fanno tutte le aziende. Inoltre la società ha un margine altissimo sui dispositivi, sono convinto che avrei ugualmente il telefono, che tra l’altro pago.

    • Gino

      @maurizio
      ragionamento INSENSATO e (troppo) semplicistico è il tuo!

      è più cattivo il falegname dietro l’angolo che licenzia 2 dipendenti (su 4) , oppure ikea che ne assume 10?