Dietro le obbligazioni di Apple c’è un’astuta mossa fiscale per risparmiare denaro

Logo Apple Store illuminatoCome saprete Apple ha deciso di attivare un prestito obbligazionario da ben 17 miliardi di dollari: uno dei più grandi nella storia dell’economia. Quanto basta per acquistare Nokia e altre piccole società. L’obiettivo dell’azienda, però, è quello di far fronte alla liquidità che le servirà entro il 2015. Data entro cui l’azienda dovrà versare nelle casse degli investitori 100 miliardi di dollari.

Ma perché un’azienda che ha in cassa 145 miliardi di dollari in riserve deve chiedere un prestito? La risposta è molto semplice: la maggior parte del suo denaro è in banche all’estero. Se la società volesse importare quel denaro negli Stati Uniti dovrebbe pagare una tassa del 35%.

L’obiettivo dell’azienda è ovviamente risparmiare il più possibile su quest’operazione. Chiedendo il prestito obbligazionario potrà dedurre gli interessi pagati annualmente dalla base imponibile su cui dovrà calcolare le tasse. Considerando i vari scaglioni di rimborso si calcola che in media Apple pagherà 308 milioni di dollari all’anno.

In questo modo, oltre ad evitare la tassazione del 35% sull’importazione del denaro, riceverà anche un’agevolazione fiscale per gli interessi pagati al mercato.

[via bloomberg]

  • Gino

    mossa degna del dott Azzeccagarbugli

  • 123345

    mossa degna di uno dei piu’ importanti contribuenti degli stati uniti… e se il tuo parallelo con il personaggio dei promessi sposi implica una disonesta’ o un’illegalita’ nell’operazione sei fuori di testa.

    • Gino

      disonestà, illegalità… che paroloni. chiamiamola… furbizia 😉

      • 123345

        le nostre aziende chiedono soldi allo stato sotto il ricatto di licenziamenti di massa da decenni… quella e’ “furbizia”… apple sta facendo l’interesse suo e dei suoi azionisti rispettando le leggi vigenti. facesse diversamente sarebbe in torto. e il suo cda messo sotto la lente d’ingrandimento.