I servizi di messaggistica e la dinamica della community

WhatsApp Messenger

Qualche anno fa mi interrogai sui motivi per i quali delle persone avrebbero dovuto utilizzare un’applicazione per mandare messaggi anziché le classiche e-mail. In fondo entrambe le strade permettono di effettuare la stessa operazione: scambiare messaggi testuali in tempo reale. Le e-mail, inoltre, hanno il vantaggio di essere utilizzate in tutti i dispositivi e non hanno bisogno di un’applicazione speciale.

Nel tempo abbiamo compreso che c’è tutta una fenomenologia all’interno della messaggistica, in quanto psicologicamente le persone tendono a considerare un’alternativa agli SMS i messaggi inviati da un’applicazione specifica. Quasi ad intendere che le e-mail siano uno strumento inadatto. Gli esperti dichiarano che all’interno di questa tendenza influisce anche un elemento essenziale: lo spam. La posta pubblicitaria e potenzialmente dannosa copre una percentuale troppo alta nel settore per essere presa sul serio.

Secondo i dati raccolti dalla Experian Marketing Services, scambiare messaggi diventata la seconda attività più importante tra quelle effettuate con l’utilizzo dello smartphone. I messaggi di testo sono diventati un modo per scambiare informazioni in tempo reale o differito, sostituendo quasi sempre la conversazione vocale. Una tendenza che ha una base psicologica molto importante.

Bisogna considerare che il testo scritto non fa trapelare le emozioni come la voce. Questo è uno dei fattori più importanti considerando che molte persone non riescono a controllare bene la loro emotività nello spiegare un concetto. Esistono anche tanti altri fattori, come la tendenza a non voler disturbare il destinatario con una telefonata, che un determinato momento potrebbe non ricevere risposta, e il vantaggio di allegare immagini e video ad una conversazione.

Ma perché alcuni servizi hanno avuto successo e altri meno? Tutto ruota attorno al fenomeno della community. Un concetto di aggregazione, di famiglia, di gruppo coeso in cui utilizzare un linguaggio comune. Il famoso fenomeno della tribù che da sempre rappresenta il Santo Graal per i pubblicitari.

Si arriva ad un punto che all’interno di una comitiva, se non si utilizza lo stesso servizio di messaggistica, si rischia di rimanerne fuori. È per questo motivo che sono fortemente convinto che le polemiche riguardanti il servizio WhatsApp, che dovrebbe costare ben presto meno di € 1 all’anno per tutti, ben presto finiranno nel vuoto. Anche coloro che per partito preso non vogliono pagare, in quanto sono convinti che un servizio gratuito debba rimanere per sempre tale, alla fine si convinceranno a pagare.

E’ più semplice pagare 1 euro all’anno piuttosto che convincere tutta la propria comitiva a migrare verso un servizio alternativo gratuito. Tutti i buoni propositi di far passare i propri amici a Skype o al servizio di messaggistica di Facebook, si scontreranno con l’ostacolo di dover convertire le proprie abitudini verso un altro servizio.

La stessa difficoltà l’avranno anche le comunità nate sugli altri servizi nel tentativo di migrare altrove. Ed è lo stesso motivo per il quale diventa estremamente difficile per i nuovi servizi affermarsi nel mercato, nonostante spesso si parli di boom di accessi. Degli accessi che si affievoliscono con la stessa velocità con la quale si manifestano.

Il fenomeno della messaggistica istantanea è giunta ad un livello in cui se non si utilizza un determinato servizio si viene esclusi dalla partecipazione alla comunità. È un fenomeno che è avvenuto in passato in tanti altri settori e si verificherà in futuro in molti altri. Un fenomeno che fareste bene a prendere in considerazione nel caso in cui vi interessa sviluppare una community, farne parte, creare dei servizi collegati o semplicemente osservare ciò che accade nella rete.

  • danielegenova

    Aggiungerei che la mail è più “lenta” nell’invio dei messaggi

    • franzfume

      la mail è ugualmente veloce dipende da come la guardi. certo nn piu’ lenta di w.a

      • danielegenova

        “Whatsappare” è più immediato di una mail

      • franzfume

        lo dici tu? a me paiono assolutamente identici