Apple indaga sull’uso di sfruttamento nell’estrazione dei minerali usati nei suoi prodotti

terre rareSono tre gli elementi sensibili e pericolosi che si nascondono dietro la fiorente industria dell’elettronica: l’inquinamento, lo sfruttamento dei lavoratori impiegati nell’assemblaggio dei prodotti e l’acquisto delle materie prime nei paesi dove ci sono dei conflitti. Quest’ultimo aspetto, come abbiamo visto anche attraverso un approfondimento qualche mese fa, è quello meno battuto dai media.

Apple, però, sta lavorando duramente per eliminare qualsiasi collegamento con i fornitori che utilizzano le terre rare, vale a dire i minerali utilizzati per costruire i componenti elettronici, in quei paesi dove ci sono dei conflitti o lo sfruttamento della schiavitù. Nel report annuale stilato dalla società, per esempio, si evince che i 249 fornitori utilizzano lo stagno, mentre 107 utilizzano il tungsteno e 225 utilizzano l’oro.

La società ha sotto osservazione anche le fonderie e ne ha raccolte 64 per lo stagno, 31 per il tungsteno e 99 per l’oro. Attualmente l’azienda sta effettuando delle verifiche per certificare che tutti i suoi fornitori utilizzino materiali estratti miniere dove non ci sono conflitti.

Alcune info tratte da: macnn