Caso ebook: Apple potrebbe essere costretta a non applicare il sistema In App

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La mannaia sulla testa di Apple per il caso degli ebook non è stata ancora calata. Come sapete la società è stata dichiarata colpevole di avere stretto accordi con cinque grossi editori per alzare i prezzi dei libri. Una sorta di cartello dei libri elettronici che di certo non è tollerato dal mercato libero.

La prima richiesta del giudice del Dipartimento di Giustizia americano prevedeva la decadenza degli accordi con gli editori e la possibilità per la concorrenza di vendere i libri nell’App Store per un periodo di almeno cinque anni. Il giudice Denise Cote, però, ha proposto di effettuare delle modifiche.

Applicando un regime duro come quello che fu applicato per il caso antitrust con Microsoft, il giudice pensa che probabilmente cinque anni non saranno sufficienti per riequilibrare il mercato dei libri elettronici. La rinegoziazione dei contratti, inoltre, dovrebbe essere fatta singolarmente con ciascun editore e non collettivamente per evitare accordi generali sui prezzi.

Il giudice ha anche suggerito di obbligare all’eliminazione del sistema In App per due anni. Un sistema che, come sapete, porta il 30% di commissioni ad Apple sul prezzo finale. La società di Cupertino ha già risposto che i negozi concorrenti sono presenti nell’App Store ma non vengono assoggettati dal sistema In App, in quanto gli acquisti sono effettuati nei negozi concorrenti e gli utenti, tramite le applicazioni scaricabili nel negozio di Apple, possono leggere i libri senza pagare ulteriori commissioni.

A quanto pare, quindi, il verdetto finale su questo caso sembra non avere ancora una forma.