Scavalcato il sensore Touch ID, con il calco del polpastrello

Nel mio articolo di approfondimento su Touch ID, il sensore biometrico di Apple, scrissi che il sistema poteva essere scavalcato mediante la creazione di un calco del polpastrello usato da un’altra persona mediante un materiale conduttivo. Questo perché il sistema è di tipo capacitivo e per tale motivo funziona con la forza elettrica generata dal corpo.

Beh, qualcuno lo ha fatto realmente arrivando anche ad un passo successivo. Il team di Chaos Computer Club, infatti, ha realizzato questo calco con una tecnica molto sofisticata. Per rubare l’orma digitale, infatti, non ha recuperato il calco da un bicchiere o altra superficie, ma da una foto ad altissima risoluzione del polpastrello: precisamente a 2400 dpi.

La foto è stata incisa con un laser a 1200 dpi su una superficie trasparente e applicata su un foglio di lattice rosa adagiato sul dito. Il risultato è un finto dito che essendo identico all’originale viene scambiato dal sistema come originale. Credo che questo sia l’unico modo esistente al mondo per scavalcare il sistema: in pratica clonare il dito.

Cosa fare quindi? Semplice: evitate di fotografarvi le dita a 2400 dpi. Potrebbero esserci delle persone con un incisore laser pronti a trasformarla in un dito. Ovviamente dopo questo lavoro devono cercarvi e rubarvi il telefono.

  • Carlo Bresolin

    Non è possibile che il lettore sia riuscito ad andare “oltre” il foglio di lattice rosa? Non so con precisione le capacità dei lettori di impronte digitali, ma il beneficio del dubbio è concesso perché l’utente usa ugualmente il dito per far pressione.

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  • Enrico Ceron

    Imparate a tradurre correttamente le fonti prima di dare notizie falsate (http://www.ccc.de/en/updates/2013/ccc-breaks-apple-touchid ).

  • Alessandro Giorni

    In effetti l’articolo originale dice cose diverse 🙁

    • L’articolo originale dice le stesse cose. Cosa c’è di diverso?