Recensione di jOBS, il film con Ashton Kutcher

Ashton Kutcher Steve Jobs

Non è facile raccontare la storia della vita di una persona e, soprattutto, non è facile racchiudere il tutto in circa 1 ora e mezza. Anche il più dotato di capacità di sintesi non saprebbe come comprimere una vita in così poco tempo, soprattutto se la vita è quella di Steve Jobs. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2011, l’attenzione su quanto lasciato dall’ex CEO di Apple è cresciuta, soprattutto perché Steve Jobs ha saputo anticipare il mercato in tante occasioni, trasformando profondamente il settore dei computer, della musica, della telefonia e dei tablet.

Tutto questo è difficile da raccontare e un film come quello interpretato da Ashton Kutcher, girato da Joshua Stern con una produzione indipendente, purtroppo non ci riescono. Per comprimere tutti gli avvenimenti importanti si saltano degli episodi importanti, si riassumono dei passaggi con avvenimenti inventati di sana pianta e si tenta di legare il tutto con un filo conduttore a mo’ di prociutto.

Ho letto tantissimo su Steve Jobs e sulla storia di Apple, scritto migliaia di articoli e letti un numero anche doppio. Vedere il film con questa conoscenza dei fatti mi ha spinto a colmare ciò che il film non ha raccontato. Quindi mi sono immaginato come uno spettatore estraneo a tutto e mi sono chiesto: questo film cosa mi ha lasciato? La risposta è poco.

Non che sia girato male o che sia stata fatta economia sulle ricostruzioni storiche. Il problema è nella sceneggiatura. Nel rappresentare alcuni avvenimenti si perde il senso del racconto. E’ come vedere la storia di un ragazzo che ha visto un computer, in questo caso costruito da Wozniak, e abbia giocato a piazzarlo sul mercato diventando ricco e stronzo. Per quest’ultimo motivo è stato fatto decadere dalla direzione della società per poi essere richiamato, per nessun motivo visto che il film non lo dice, per godere degli ultimi mesi di vita dell’azienda che ha aiutato a fondare. Poi, per un motivo legato alla fortuna, si è trovato a rilanciarla.

Nel film si perde il pathos. Non si sprigiona la vera passione per l’azienda e per la ricerca della perfezione. Non si coglie la filosofia della società e ciò che ha rappresentato in seguito. Un altro film simile, per esempio, come “I pirati di Silicon Valley[1] offre molte più emozioni raccontando la lotta ad IBM e a Microsoft.

Credo che la struttura di jOBS sia stata forzata nel tentativo di focalizzarsi sulla caduta di Steve Jobs e il suo ritorno, saltando tutto il resto che serviva a comprendere il contesto di azione della società, di Steve Jobs e gli altri personaggi. Viene posto anche poca importanza allo sviluppo del computer evidenziando, invece, i giochi di potere nell’azienda.

jOBS è un film che risulta molto interessante solo se visto in compagnia di Steve Wozniak, osservando le sue espressioni durante lo sviluppo della trama, ma a quanto pare neanche lui è stato molto contento nel vederlo e non credo vorrà farlo di nuovo.


  1. film di Martyn Burke del 1999.  ↩

  • Marco

    Piuttosto mediocre la realizzazione. Non posso che essere pienamente d’accordo con la recensione.

  • Fabio

    Povero Steve! lui che amava la perfezione ed era maniaco dei dettagli. Si rivolterebbe nella tomba.

    R.I.P.

  • Babo

    L’ho visto, ma non mi ha entusiasmato !! E anche secondo me I pirati della silicon valley è molto più appassionante !!