Cose che mancano in iOS: una migliore comunicazione tra le applicazioni

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Il tasso di penetrazione di iOS 7 ha superato abbondantemente il 60% dei dispositivi in grado di gestire il sistema operativo mobile di Apple. La società, anno dopo anno, aggiunge delle caratteristiche che trasformano e migliorano il sistema operativo dirigendosi, probabilmente, verso la direzione della fusione tra di iOS e OS X.

Al momento non sappiamo se si arriverà ad un sistema operativo unico per i dispositivi mobili e i computer, ma di certo c’è una trasformazione in atto. In questa trasformazione al momento ci sono alcuni aspetti che andrebbero migliorati. La volta scorsa, per esempio, abbiamo trattato le migliorie che potrebbero essere apportate al Centro Notifiche e all’App Store, questa volta parliamo di applicazioni.

Con quasi 1 milione di applicazioni disponibili, il negozio di Apple è di sicuro tra i più completi del mondo. Ciò che manca, secondo me, è una migliore comunicazione tra le applicazioni. Per preservare la sicurezza e l’esperienza utente la società ha costruito dei compartimenti stagni. Le applicazioni sono spesso incastonate nelle loro scatole per evitare, in caso di problemi, di creare problemi ad altre app.

Quella della scarsa comunicazione tra le app potrebbe essere considerata una scelta saggia, ma non di certo la migliore. Mentre nei sistemi operativi della concorrenza le app si parlano e fondono insieme, in iOS ciò non avviene. Le strade permesse agli sviluppatori sono essenzialmente due:

  1. Usare la condivisione del testo, delle immagini o dei video e condividere queste informazioni tra le app abilitate.
  2. Usare lo schema x-callback-url.

Nel primo caso, per esempio, si può scattare una foto con un’app e inviarla ad Evernote, dopo aver installato l’apposita app, se è stata abilitata la comunicazione tra le due.

Nel secondo caso abbiamo uno schema che usa dei link, come quelli usati per i siti, in cui ci sono le informazioni dell’app x che dice di aprire l’app y, fare l’operazione e tornare indietro. In pratica l’app da cui si parte ne apre una seconda per fare un’operazione e torna indietro. Per fare un esempio da Tweetbot è possibile scattare una foto con Camera+ e tornare indietro in Tweetbot per incollarla.

Cosa succede in entrambi i casi? Essenzialmente gli sviluppatori hanno poco campo di azione e ciascuna applicazione deve prevedere, in fase di sviluppo, con quale applicazione conversare. Questo significa che se lo sviluppatore non aggiunge il supporto a determinate app o servizi non ci sarà dialogo.

Negli altri sistemi operativi, invece, si prevede una conversazione di base tramite dei sistemi comuni. Per esempio creando un centro di messaggi unico si possono aggregare quelli ricevuti in Facebook, Twitter, Whatsapp e molto altro.

Far conversare le applicazioni tra di loro, preservando la sicurezza, non è di certo facile, ma credo sia necessario. iOS dovrebbe prevederlo in futuro, in modo da rendere le operazioni molto più veloci favorendo l’esperienza utente.

Sarebbe necessario un sistema in grado di usare dei componenti di applicazioni in altre applicazioni. Per fare un esempio non sarebbe male poter scrivere uno status su Facebook mentre si naviga in Safari senza dover usare i bookmark contenenti dei Javascript ad hoc.

Fornire un sistema del genere permetterebbe di creare applicazioni molto più complete ed efficaci. Gli sviluppatori premono verso questa direzione già da qualche anno e si spera che Apple lavori ad un sistema in grado di fornire l’interazione che manca.

  • Stefano Tralli

    beh, questo è (oltre a tanti altri) un pregio che distingue i nuovi Blackberry OS10 dalla concorrenza. L’integrazione fra le apps è veramente molto spinta.