Il cofondatore di AuthenTec mostra il prototipo che ha convinto Apple

prototipo AuthenTec

A volte si incontrato persone superficiali che tendono ad indicare il Touch ID, il sensore biometrico di Apple, come qualcosa di già visto e presente in commercio. Ovviamente è sbagliato. Sarebbe come dire che uno Shuttle è già visto perché hanno visto un aliante la domenica prima.

Anche se le tecnologie sembrano fisicamente simili, in realtà funzionano in modo diverso. Come abbiamo visto durante l’approfondimento sul Touch ID, questo sensore è capacitivo e non ottico. Questo significa che il lettore riesce a comprendere la forma del polpastrello e non si limita a confrontare due foto.

Per comprendere l’enorme investimento effettuato da Apple basta vedere il prototipo che AuthenTec, la società acquistata per 365 milioni di dollari, mostrò all’azienda. Il FingerLoc, come veniva chiamato, era una grossa scatola collegata a un pad con un grosso sensore.

Il prototipo è stato mostrato da Scott Moody, co-fondatore di AuthenTec, agli studenti di ingegneria industriale della North Carolina State University. L’obiettivo era spiegare il grande lavoro fatto dagli ingegneri della società.

A differenza di altri sensori in commercio, infatti, quello di AuthenTec riesce a comprendere le creste e le valli dell’orma digitale distinguendole senza problemi quando si pigia il dito sul sensore. Quando si fa pressione e le creste tendono ad entrare nelle valli, infatti, si forma una massa unica e gli altri sensori non riescono a leggere bene l’impronta.

Moody ha spiegato anche il funzionamento dell’anello attorno al sensore, poi aggiunto anche nel Touch ID, che è di tipo capacitivo. Riesce a rilevare la presenza del dito umano e individua le cellule morte mandando il segnale verso quelle vive.

Questa complessità di elaborazione ha richiesto anni e molti milioni in ricerca. Il tizio del “si ma Apple ha copiato i sensori che già c’erano” forse questo non lo sa.