Apple ha un problema di comunicazione

Tim Cook, Craig Federighi e Jony Ive

Mi affascinano alcuni comportamenti che sono diventati alla base della natura umana. Sono azioni regolate da norme non scritte. Consuetudini che si verificano di volta in volta automaticamente. Per esempio in tutte le scuole il primo della classe diventa automaticamente antipatico, attirando gli sgarbi di altri amici.

Perché questo accade? Molto semplice: per ridurre lo sforzo al minimo è molto più semplice fare i dispetti a qualcuno per farlo apparire allo stesso livello piuttosto che impegnarci a fondo per elevarci ad un livello superiore.

Ora dal punto di vista del primo della classe questo comportamento è odioso. In fondo cosa fa di male? Semplicemente si impegna di più. Ma sa che non può sbagliare altrimenti attirerà lo scherno di tutti. Così deve fare sempre meglio e non sbagliare mai.

Quando questo accade si genera dell’ammirazione da parte degli altri, soprattutto quando si dimostra umiltà e spirito di sacrificio.

Tutto questo per spiegare come Apple abbia un grande problema di comunicazione. La società ha sempre ispirato gli altri perché ha tentato di fare sempre di più. Costruire i prodotti migliori, offrire gli strumenti migliori, creare le campagna pubblicitarie migliori e così via. Ultimamente, però, la concorrenza anziché schernirla (per carità c’è qualcuno che lo fa ancora come Samsung), si sta impegnando per mostrarsi altrettanto brava.

A volte questo si verifica, altri no, ma di sicuro si dirada la nebbia generata dall’ammirazione delle persone. Visto che la concorrenza si sta impegnando, Apple non appare più l’azienda da ammirare a tutti i costi.

Questo gap informativo è evidente in molti ambiti. La società si mostra altezzosa e poco collaborativa. L’ufficio stampa si arrocca sempre tra le mura aziendali, non conversando per nulla con l’esterno. Non c’è dialogo con gli utenti, con i blogger, con i media.

La società vede il mondo dei media solo come un mezzo per veicolare le sue informazioni. Una mera cassa di risonanza e non un soggetto con cui costruire un’immagine. Per Apple i media devono semplicemente riportare ciò che lei desidera e se non lo fanno, come qualcuno di voi saprà, sarà inserito in una lista nera.

Sì, esiste una lista nera. Un elenco di blogger e giornalisti che non hanno “collaborato”. Una sorta di bollino anti regime che molte persone hanno faticato molto ad eliminare.

In quasi 10 anni di militanza nel settore tecnologico non ho mai incontrato un manager di Apple. Ne ho incontrati diversi di Microsoft, Nokia, Samsung, BlackBerry, Google e altri. E’ curioso avere un blog indirizzato verso il mondo Apple e non aver mai conosciuto un addetto alle relazioni con la società.

Credo che questo sia sbagliato. Molti sono convinti che l’azienda non abbia bisogno di dialogare, perché tanto se ne parlerà lo stesso. Intanto in Italia gli smartphone Windows Phone hanno superato i dispositivi con iOS grazie alle politiche di apertura di Microsoft. Intanto Android ha l’80% del mercato dei telefoni intelligenti grazie alla loro apertura ai blogger. Intanto Samsung è leader nel settore telefonico grazie alle campagna in cui coinvolge gli utenti.

Intanto Apple in tutto questo diventa sempre una nicchia (una casta?). Intanto sono sempre più convinto che un po’ di apertura in più verso i suoi utenti non potrebbe che essere positivo. Utilizzare qualche milione della moltitudine di miliardi che ha a disposizione per incaricare le web agency potrebbe rivelarsi un buon investimento.

Al momento il marchio di Apple è visto come il brand per ricchi snob con la puzza sotto il naso, anziché rappresentare, come ai tempi della campagna Think Different, una famiglia di persone illuminate che aveva posto fiducia in un sistema operativo fluido e solido. Persone che avevano compreso che c’era della serenità oltre la tirannia di Windows.

Si è perso un po’ il sentimenti di appartenenza in una comunità e il concetto è stato sostituito con l’idea di persone che fanno semplicemente un buon acquisto. Io non voglio essere un cliente, voglio essere un utente. Un partecipante a qualcosa che vada oltre all’acquisto.

Apple ha un problema di comunicazione e spero se ne accorga presto.

  • LeonardoM

    Concordo!

  • spawn5m

    Quoto:
    Credo che questo sia sbagliato. Molti sono convinti che l’azienda non abbia bisogno di dialogare, perché tanto se ne parlerà lo stesso. Intanto in Italia gli smartphone Windows Phone hanno superato i dispositivi con iOS grazie alle politiche di apertura di Microsoft. Intanto Android ha l’80% del mercato dei telefoni intelligenti grazie alla loro apertura ai blogger. Intanto Samsung è leader nel settore telefonico grazie alle campagna in cui coinvolge gli utenti.

    Se pensi veramente che MS e Andoid siano sopra Apple perché hanno una comunicazione migliore, beh mi deludi profondamente, dovrò rivalutare la lettura dei tuoi articoli.

    Cosa vorresti giusto per capirci, un apertura su dispositivi non Apple di iOS? Android ha l80% del mercato perché produce terminali da 50€ e non per l’apertura ai blogger, Samsung è la capostipite del copia incolla e trucca e tu vorresti che Apple assomigliasse a queste ciofeche? Attenzione Kiro a non finirci in quella lista nera (per meritati motivi)!!!!

    Apple l’unica cosa che deve fare è continuare a INNOVARE (così come sta facendo) punto il resto verrà da se come sempre è successo.
    Giusto per capirci ma chi può vantare un lettore di impronte così sofisticato e ben piazzato come quello del 5s o un processore a 64 bit, poi leggo in giro che il 2014 sarà l’anno dei lettori e dei 64bit forse per gli altri per gli utenti apple è stato il 2013.

    • Il senso non era quello, ma il fatto che i loro prodotti sono di qualità inferiore ma riescono a vendere di più grazie al canale comunicativo che riesce dialogare con gli utenti creando un senso di comunità. Mi riferivo a quello. Di certo le dinamiche collegate gli acquisti sono molto complesse

      • Vincenzo

        Questo discorso sarebbe vero se, a parità di costo del prodotto, Microsoft e Google vendessero di più. Ma Apple non fa terminali a basso costo, quindi è ovvio che il mercato dai 50 ai 400€ sia della concorrenza. Di certo non è influente il loro canale comunicativo. Stai pur tranquillo che se Apple facesse roba economica la concorrenza sparirebbe, pur mantenendo la stessa politica di comunicazione.

      • spawn5m

        Come dice Vincenzo Apple nella sua fascia di prezzo è imbattibile, ovviamente confrontare le vendite di Apple con Samsung è come confrontare la Ferrari con la Volkswagen.
        Quello che non è chiaro ai più (probabilmente anche a te visto l’articolo) è che Apple non vuole partecipare alla vendita di terminali di fascia medio bassa, l’ingresso di Angela Ahrendts (Burberry) personalità con una forte esperienza nella vendita di prodotti hi-end ne è l’ulteriore dimostrazione.
        Apple non ha mai avuto una comunicazione bilaterale con i suoi utenti, Apple non fa prodotti per venderli facilmente, Apple fa prodotti per essere usati facilmente e questa è la vera filosofia Think Different.
        Se la Apple facesse come la samsung o MS adesso avremmo 37 terminali con un supporto pessimo (1 max 2 anni), una rivendibilità dell’usato inesistente, zero innovazione, supporto post vendita da bestemmia ecc ecc.

      • flato

        Avete ragione per quanto riguarda ciò che ha detto Kiro gli altri produttori non hanno successo per i canali comunicativi, possedendo anche qualche device androide non mi sento affatto parte di una famiglia, anzi… però capisco benissimo qual era il suo discorso. Ai tempi di Think different Apple faceva prodotti, si costosi, ma che ispiravano molta confidenza, che avresti potuto immaginare in qualsiasi famiglia. Erano prodotti pensati in maniera impeccabile alla portata di tutti. Oggi prodotti come iphone hanno l’aspetto di un gioiello delicato. Oltre a ciò la comunicazione dei CEO era totalmente diversa. Steve diceva che voleva cambiare le cose, che faceva prodotti per i geni, e che si sarebbe sentito a suo agio a nel raccomandarli ad amici e parenti. Oggi cosa dice Cook nelle interviste? “Noi facciamo grandi prodotti, ed è questo che dobbiamo continuare a fare” oppure ti propinano un telefono di plastica allo stesso prezzo di un telefono in alluminio e poi ti dicono: “guardate che apple non vuole entrare nei prodotti economici” ah ecco perché un telefono dall’aspetto economico in realtà costa un occhio, ora tutto ha un senso, grazie. Apple continua, e continuerà a fare prodotti eccellenti, ma ciò non basta. Vorrei che si tornasse a pensare che apple fa prodotti per la gente che pensa differente, che in qualche modo si fanno piccole rivoluzioni, non che ciò che si compra sono solo “ottimi prodotti” molto costosi.

      • spawn5m

        Ma tu parli della percezione che danno gli altri nelle loro pubblicità della Apple, le pubblicità della Apple tranne alcune sono incentrate sull’uso che l’utente può fare dello strumento e pone un accento sulle sensazioni che esso può dare.

        Quoto:
        Ai tempi di Think different Apple faceva prodotti, si costosi, ma che ispiravano molta confidenza, che avresti potuto immaginare in qualsiasi famiglia.

        Perché oggi che prodotti fa? Costosi… check, ispirano molta confidenza….. check, che avresti potuto immaginare in ogni famiglia…. check tant’è che anche un bambino di 10 anni lo sa e lo dice in diretta schifando un terminale sony O_O.

        L’iphone 5C ha un senso strategico per Apple, infatti è il telefono dello switch se guardi le statistiche, in America ha un senso ancora maggiore dato che a contratto non costa nulla, inoltre attira la fascia di utenza più giovane per materiali e colori. In fin dei conti è un 5 con batteria migliorata e scocca in policarbonato (molto diversa da quella samsung o nokia http://www.webnews.it/2013/09/11/iphone-5c-una-plastica-migliore-della-concorrenza/)

        Quoto:
        Vorrei che si tornasse a pensare che apple fa prodotti per la gente che pensa differente, che in qualche modo si fanno piccole rivoluzioni, non che ciò che si compra sono solo “ottimi prodotti” molto costosi.

        Perciò il ID touch non è un innovazione/rivoluzione? Qualcosa che seguiranno tutti?

        Quello che Apple sbaglia secondo me non è nella comunicazione ma nella poca riservatezza, manca l’effetto WOW ormai sappiamo prima che esca come sarà il nuovo iPhone e quando esce non siamo più stupiti come un tempo delle modifiche fatte.

      • flato

        Non ho detto che il 5c o il 5s non siano ottimi prodotti, il 5c secondo me è fantastico, è solo il prezzo che non riesco a mandar giù. A me piacciono i prodotti apple di oggi così come quelli di ieri, non era quello il discorso. Ciò che ha reso grande apple dopo il ritorno di Jobs, è stato il profondo senso che ha dato egli stesso in ogni cosa che producevano. Guardati le vecchie interviste, jobs non nomina quasi mai la parola “prodotto” o “iphone” o “ipod” parla più che altro di idee, di concetti, di come si possa cambiare il mondo con ciò che si fa. Cook al contrario è completamente avulso dall’avere un qualche tipo di ideologia aziendale, è molto freddo, ripete “product” o “great product” un infinita di volte e non glie ne frega niente di cambiare il mondo o di fare rivoluzioni tecnologiche. È innegabile che una comunicazione del tipo: “noi volgiamo cambiare il mondo” sia molto più efficace di “we make great product”.
        Non che io mi aspetti da Apple chissà cosa, i prodotti che fa sono fantastici e mi viene l’orticaria ogni volta che sento “eh apple non innova più”. Vorrei solo che si tornasse ai valori che hanno reso apple grande.
        Piccolo appunto per le pubblicità, le ultime le adoro. Our signature o l’ultima di ipad air sono capolavori

      • Vincenzo

        Ma allora di cosa stiamo parlando? Se le pubblicità sono belle vuol dire che la comunicazione è ottima.
        Valori di un tempo? Non è cambiato assolutamente nulla. Apple rivoluziona ancora il mondo ed il mercato. Il prossimo hanno vedremo sensori di impronte ovunque. Che poi Stave e Tim siano due persone diverse è indubbio e meno male! Se no avremo un mondo fatto da replicanti.

      • Si con le ultime pubblicità ha corretto il tiro, ma ne ha prodotte alcune un po’ deludenti.

      • flato

        È vero, inoltre i concetti erano comunque più imponenti anni fa. Designed by Apple si riferisce comunque ad idee sulla costruzione di prodotti e su come debbano essere pensati, think different era quasi una rivoluzione culturale più che tecnologica.
        Vorrei poi andare OT chiedendovi se anche voi avete notato l’incredibile lavoro di dettagli nello spot dell’ipad air. Prospettiva, posizione delle luci, dei riflessi e degli oggetti sono più o meno sempre gli stessi. Tutto ciò non ricorda anche a voi un apple store? Tipo la disposizione dei tavoli nella classe o le luci del laboratorio… Ditemi se l’avete notato. Per me è un gran lavoro di advertising.

      • spawn5m

        Flato, quello che a te non piace non è la Apple ma è Tim Cook!!!
        Su questo concordo non è Steve Jobs, ma d’altro canto quale personalità oggi potrebbe reggere un confronto con Steve Jobs?
        Quello che importa è che anche sotto la guida Cook la Apple non perda la bussola e per ora sembra così.

      • Vincenzo

        Concordo su tutto.

      • Ma no Spawn5m non si tratta di politiche si vendita dei prodotti. Il discorso è sulla comunicazione e il senso di community.

      • spawn5m

        Kiro, ti faccio una domanda secca, se prima ti sentivi parte della famiglia e ora non più (o meno) cosa è cambiato a tuo avviso?
        Abbiamo visto che le pubblicità sono soddisfacenti, l’innovazione è tuttora nel DNA della Apple, il design è sempre inarrivabile, gli utenti gli ascolta più che in passato (dove venivano ignorati beatamente, apple è una delle poche azienda che non fa test di apprezzamento sui suoi prodotti). Quello che realmente è cambiato come detto prima è la riservatezza (meno) e ovviamente il CEO.
        Questa mi sembra un’astinenza da Steve Jobs più che un reale cambiamento della Apple :D.

      • Si forse hai ragione. Per risponderti trovi le mie riflessioni nell’articolo sul Keynote https://www.melamorsicata.it//mela/2013/09/12/le-mie-impressioni-sul-keynote-del-10-settembre/

      • spawn5m

        Infatti era un ottima analisi del keynote, Cook è un ottimo dirigente ma purtroppo non ha nessun carisma -_-.
        Spero in un passaggio veloce 4/6 anni ad un CEO un po’ più espressivo.

  • Vincenzo

    Di certo Microsoft e Google mica vendono tanto per le loro politiche di apertura e coinvolgimento degli utenti. Hanno successo per un unico motivo: vendono dispositivi a basso costo. Vedi Google con il nuovo Moto G, praticamente non ci guadagna nulla dall’hardware. Sarebbe assurdo se non detenessero 80% del mercato.
    Kiro che ti ha fatto Apple? Ti aspetti che comunichi con te?? Che ti mandi in anteprima i suoi modelli? Che riconosca il tuo contributo?? Ti ricordo che questo blog è una tua scelta e che non lavori per loro.

    • Mi aspetto che sia meno setta e diventi più comunità. Voi vi sentite parte di una famiglia? Io c’ero all’epoca del Think Different e so che sensazione c’era tra i Mac User. Dovreste essere voi a lamentarvi.

      • spawn5m

        Tu ti aspetti una comunità come quella dei Mac User su un terminale completamente diverso che sta in mano a persone con una formazione completamente diversa.
        Chi comprava un mac aveva già una preparazione nel campo informatico fuori media in confronto ad un utente PC, sopratutto prima dei processori intel.
        Non è che poi Apple a quei tempi ascoltasse più di tanto i propri clienti, mi ricordo quando ha eliminato il lettore di floppy quante lamentele, eppure ha avuto ragione ha costretto il settore ad adeguarsi, così come ancora oggi sta facendo.

      • Vincenzo

        Non mi sento parte di una famiglia, ma nemmeno mi interessa. La cosa fondamentale è che l’azienda produca il migliore prodotto possibile, che fornisca la migliore assistenza ed esperienza utente. In questo Apple è insuperabile, motivo per cui sono disposto a spendere le cifre esorbitanti che ci propina. Per quanto i concorrenti si impegnino il gap ancora è abissale. Del senso della famiglia (che senso abbia con una multinazionale non lo so) non me ne faccio nulla se poi il prodotto è scadente e diciamocelo ancora Android fa veramente schifo paragonato ad iOS.

  • Concordo ma parzialmente.
    L’ apertura verso la comunicazione e’ sempre cosa pura e giusta che permette all’ azienda di capire meglio cosa non va e quali sono i difetti da correggere.

    Vuoi sentirti parte di una “famiglia” ? Non mi sembra chiedere troppo ma gli utenti “Apple Computer Inc.” hanno/avevano una formazione culturale differente dagl’ utenti “Apple Inc.”.
    Quest’ ultimi sono per la maggior parte “usiamolo e basta” e loro in primis non vogliono far parte di una “famiglia”.
    Apple commercialmente non ci perde nulla visto che l’ unico a vendere bene e’ Samsung per marketing martellante e Google guadagna solo dai servizi. ( E per inciso ci guadagna di piu’ da iOS… )
    Mentre WP sappiamo tutti che, in Italia e non solo ( ! ), Nokia ha sempre avuto un’ aria di “misticismo”.

  • Barbarroja

    Apple non é solo un’azienda ma é piú simile ad un movimento rivoluzionario, affondando i suoi principi nelle piú pure delle speranze costruttrici dei collettivi giovanili del ’68 americano. Ecco perché think different, e soprattutto la lunga battaglia contro ibm e microsoft. Ed ora contro google, samsung ed android. Non è cambiato nulla, quella comunitá esiste, é viva e lotta insieme a noi.

  • Daniele

    Hai ragione, non sei il solo. Dispiace anche a me essere frainteso talvolta per un fan (se non ho modo di spiegare la mia passione per la tecnologia in generale), non sono un fan, io credo nei prodotti che compro, li conosco, li studio, li uso al 100% delle loro possibilità.. Ti seguo da tanto, il tuo canale di comunicazione invece è molto efficiente, complimenti per il tuo lavoro! Come te, anch’io vorrei essere parte della comunità (per aiutare, per viverla).

  • Fulvioz

    Se lo facesse tutti urlerebbero al blasfemo che con Jobs non sarebbe mai successo, ecc ecc…