Apple non vuole passaggi di Bitcoin tra le app dell’App Store

quotazione Bitcoin

Il Bitcoin è una moneta nata su Internet. Non esiste una banca che emette moneta, un organo governativo che ne regoli la circolazione o altri elementi che caratterizzano le monete usuali. Non esiste neanche una forma, perché i bitcoin sono solo virtuali.

Nati da un anonimo che ha realizzato in circuito peer-to-peer per generarli automaticamente1, la moneta non può essere stampata in autonomia. Un algoritmo criptato li genera automaticamente facendoli circolare random. Questo permette di evitare il fenomeno dell’inflazione. Per tale motivo molti governi guardano positivamente questo esperimento, in quanto sembra un modo per tenere i prezzi stabili.

Molti governi hanno accettato le transazioni di moneta, per esempio a Cipro si possono pagare le tasse universitarie, mentre la Cina ha vietato qualsiasi uso. Attualmente la moneta è soggetta a forti fluttuazioni perché c’è una grossa speculazione in atto, il che per me rende il progetto tutt’altro che un successo, se non per i primi acquirenti che si sono arricchiti in poco tempo.

Ad ogni modo Apple ne vieta l’utilizzo per effettuare transazioni nell’App Store. La società sta rifiutando le app nate per permettere lo scambio di bitcoin. Per esempio l’app Gliph, un social network per lo scambio di messaggi, voleva inserire l’opzione per scambiare bitcoin tra i contatti, ma Apple ha rifiutato l’aggiornamento.

Oltre a Gliph ci sono stati tanti altri rifiuti, come Blockchain, Bitpak e Bitcoin Express. Se state pensando di creare qualche applicazione in tal senso, forse fareste bene a pensarci due volte.


  1. Entro il 2017 saranno stati creati il 75% di tutti i bitcoin possibili.

Alcune info tratte da: gliph