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E’ tempo di bilanci anche in Italia e per tale motivo è buona cosa vedere come si comporta Apple nel nostro Paese. Lo scorso anno, se ricordate, la società riportò una perdita di oltre 9 milioni di euro per il settore retail, giungendo a formare un credito d’imposta. E quest’anno?

Leggendo i bilanci si legge che il fatturato è passato, per Apple Italia Retail, da 250 milioni a 302 milioni, in aumento del 20,8%. La società, però, ha pagato solo 3 milioni di euro in tasse, come mai? Il sistema è molto semplice. Apple Italia Retail si comporta come un enorme rivenditore, quindi acquista merce da Apple Irlanda, in questo caso per 220,6 milioni, e le rivende in Italia.

In questo modo nel bilancio figurano costi per 220,6 milioni a cui si aggiungono 14,4 milioni per servizi, 6,2 milioni per gli affitti e 34,5 milioni per pagare gli stipendi ai 1.197 dipendenti, di cui 2 dirigenti, 113 quadri e 1082 commessi per gli Apple Store.

Passando ad Apple Italia, la sede centrale italiana, non abbiamo la gestione di merci e servizi perché la società si comporta come una sorta di agenzia di consulenza e marketing. Così l’azienda, che è una SRL, fattura 28,3 milioni di euro a cui sottrae 31.000 € di materiali, 2,2 milioni per pagare servizi, 1,3 milioni per pagare gli affitti e 10,2 milioni per pagare gli stipendi agli 111 dipendenti, di cui 5 dirigenti, 37 quadri e 69 impiegati. Il risultato è il pagamento di 4,8 milioni di tasse.

Quindi da un fatturato totale di 330 milioni di €, Apple ha pagato in Italia 7,8 milioni di euro di tasse. Ciò potrebbe apparire eticamente sbagliato, ma non è illegale e non raggira nessuno. E’ un utilizzo profondo delle leggi comunitarie che permettono di utilizzare il sistema delle scatole per spostare costi da una parte all’altra.

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7 Comments

  1. Non so da che parti tu stia scrivendo ma nelle mie è un’operazione legale utilizzata da molte aziende, se le leggi comunitarie lo consentono non vedo perché una multinazionale dovrebbe pagare più tasse. Piuttosto io auspicherei che l’Italia facesse qualcosa per rendere appetibile il paese alle grandi aziende straniere. (magari alleggerendo anche il carico fiscale di quelle italiane). Anche Fiat sta insegnando qualcosa a riguardo… 🙁

  2. Si ma per questo è già stata indagata in mezza Europa… Non si tratta di conoscere le leggi, si tratta di eluderle, il che è reato… In quanto, la legge prevede dei limiti in tali attività d’import, ma APPLE continua a fare ciò che meglio crede, vedasi la garanzia rimasta a 12 mesi, vedasi i connettori MICRO USB, forse in Italia siamo dei “bananari”, ma l’Europa prima o poi gli chiederà il conto, e li voglio ridere…

  3. Dove ? La garanzia è di 12 mesi, se vuoi i 12 mesi successivi, devi praticamente trovarti un perito di parte che certicfichi che il prodotto ha vizi e malfunzionamenti imputabili al produttore… Ho acqusitato da poco un macbook pro, e questo è quanto mi è stato riferito dal APPLE STORE di EUROMA2 … Altra cosa la APPLECARE allora dovrebbe estendere la garanzia a 4 anni, mentre invece è rimasta 3, raggion per cui per loro la garanzia di base rimane di 12 mesi…

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