Ecco l’identikit dell’incivile digitale

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C’è una cosa che odio e che mi permette di usare un termine così forte come “odio”: è l’inciviltà. Persone che buttano carte a terra, non rispettano le altre persone, rovinano i beni pubblici e altro, li guardo in modo veramente brutto. Oltre alla classica inciviltà ora abbiamo anche l’inciviltà digitale.

Esistono tantissimi incivili digitali e sono intorno a noi: persone che guidano mentre digitano testi al telefono, persone che hanno il volume elevato della suoneria del telefono, gente che passa tempo sul display mentre parlano con altri, gente che scatta foto di qualsiasi pasto e così via. Tutti siamo stati, prima o dopo, degli incivili digitali.

Saro Trovato, di Found!, ha anche disegnato un identikit dell’incivile digitale per eccellenza, effettuando una ricerca su 1.500 persone tra i 16 e i 65 anni. È un uomo (49% contro il 34% delle donne), ha tra i 35 e i 50 anni (71% contro il 54% della fascia 18-25 anni) ed utilizza il telefono durante le riunioni (il 66%).

Ma come fermare tutto questo? Basterebbe auto-imporsi delle semplici regole di educazione, come non usare il telefono al cinema o mentre si guida, applicare la vibrazione e non diventare dei drogati dei social network. È difficile cambiare la mentalità delle persone, ma dovremmo iniziare da qualche parte.

4 Comments

  1. I google glass sono nati anche per questo motivo. Quando diventeranno di uso comune fra la gente, il confine fra inciviltà ed educazione non esisterà piú.

      • Mi spiego: era una provocazione. Come detto spesso da Sergey Brin (anche in TED) i google glass sono nati anche con la volontà di inserire uno schermo all’altezza degli occhi, che consenta di rimanere a testa alta continuando a guardare la realtà esterna o eventuali interlocutori, invece di abbassare la testa e fissare il cellulare ignorando l’interlocutore. È chiaro che mantenere la concentrazione a due cose contemporaneamente (parlare con un amico mentre si sta visitando un sito per esempio o qualsiasi altra cosa) farà diventare il confine dell’inciviltà digitale molto più labile. Saremo tutti incivili digitali, facendo finta di non esserlo. Ma in realtà in futuro sarà considerato un comportamento normale e rispettoso. Almeno così me lo immagino, posso sbagliarmi eh.

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