Può una banca diventare indossabile?

Widiba

La prima volta che entrai in una banca avevo 7 anni. Mio padre mi ci portò perché voleva mostrarmi come la mia banconota da 5 marchi, ricevuta in regalo tempo prima, poteva trasformarsi in lira.

L’ingresso della banca era formato da una porta blindata circolare, che si apriva in modo che entrando si rimanesse per qualche secondo chiusi dentro. Un’operazione attuata per verificare la presenza di metalli con i metal detector. Di quelli che di solito si usano per le armi. Se l’allarme suonava bisognava tornare indietro e svuotare le tasche in una serie di cassette blindate presenti all’ingresso.

Una volta entrati si incontravano delle pareti di vetro blindato, dove diligenti impiegati contavano voluminosi mazzi di banconote. La mia operazione di cambio denaro avvenne in circa 1 ora. L’impiegato fece compilare un modulo a mio padre e si assicurò che la banconota fosse vera. Non so quantificare la convenienza dell’operazione dell’epoca, ma sta di fatto che tutto ciò che ricordo della cosa è la porta circolare che intrappolava le persone.

Fortunatamente sono passati molti anni da allora e fortunatamente gli anni hanno portato a delle rivoluzioni. La porta circolare è sparita e al suo posto è arrivata una porta scorrevole. Le pareti di vetro blindato hanno fatto spazio ai banconi. Ma non è tutto.

Negli ultimi tempi questo cambiamento ha subito un’accelerazione senza precedenti. I banconi sono spariti, le porte volate via, il denaro si è trasformato, è diventato elettronico. Il cambio delle banconote ora non richiede più un’ora, ma pochi attimi. La rete ha consentito di unire tutto e tutti. In un istante posso mandare il mio denaro ovunque, che si traduce con l’averlo sempre con me.

Ma è tutto qui? No, non ancora. Il cambiamento continua, inesorabile. E come tutti i cambiamenti, fa paura. Ma ci sono cambiamenti brutti e cambiamenti belli. Questo è uno di quelli belli, dove si recupera tempo. Ed è il tempo la vera risorsa, di quelle che una volta perse non si possono più creare. Chi ci regala tempo ci regala qualcosa più prezioso dell’oro.

Qualche giorno fa sono stato negli uffici di Widiba, la banca nata con la rete e nella rete. Lo stesso nome è stato scelto dalla community e, se ci fate caso, non contiene neanche la parola banca, perché Widiba vuole essere oltre. È una galassia di servizi che diventeranno sempre più intelligenti e personalizzabili. Tecnologie come semantica, cloud, social network e mobile, vengono utilizzate come materiali di costruzione per realizzare qualcosa di nuovo. Qualcosa che rende noi italiani finalmente protagonisti della rivoluzione.

Chiamatela wearable banking se siete fan degli inglesismi. Io la chiamo la banca indossabile. È reale, presente e in fase di evoluzione con una trasformazione in atto. Me l’hanno mostrata, l’ho vista. Ve la voglio raccontare e lo farò nelle prossime settimane.

Basti pensare che la loro applicazione, scaricabile da subito e disponibile per Apple Watch, è stata realizzata da un team di circa 100 persone. 20 di queste formano il team dell’esperienza utente e design, grande in pratica quanto quello di Apple. E sapete quanto sia importante per me, e spero per voi, uno studio attento dell’esperienza utente.

C’è un vecchio detto che è diventato uno dei miei motti: “Non è importante se corri perfettamente, perché quando corri sei più veloce delle persone sedute sul divano”. Se c’è qualcuno che ha deciso di correre e darsi da fare nell’internet banking merita tutta la stima. Vedremo insieme quanto forte lo fanno.