Il giochetto dei piani settimanali degli operatori che genera la tredicesima

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È una corsa continua, gli uni contro gli altri. Fatto un sistema e le leggi, si lotta per trovare la via di scavalcare le regole e trarne vantaggio, mentre dall’altra parte si inasprisce la burocrazia per fermare il fenomeno il più possibile.

Così, dopo il calo delle tariffe, la cancellazione dei costi di ricarica e la futura caduta del roaming, gli operatori hanno trovato una scappatoia per riequilibrare il fatturato: la tredicesima.

Come saprete i piani di pacchetti di minuti, SMS e dati offrono delle soglie con scadenza mensile. L’ultima tendenza è la scadenza settimanale. Gli operatori offrono pacchetti settimanali, di solito su 4 settimane. Questa differenza, che potrebbe sembrare innocente, in realtà nasconde un gioco matematico.

Se moltiplichiamo 4 settimane per 12 mesi abbiamo 48 settimane. Un anno è formato da 52 settimane. Dalla differenza ci sono 4 settimane scoperte che l’utente dovrà coprire. Questo significa che invece di pagare in un anno 52 settimane, con la nuova tariffazione ve ne trovate a pagare 48. Per coprire tutto l’anno, quindi, dovrete sborsare almeno una quota aggiuntiva.

Se, per esempio, prima pagavate 15 € al mese per la vostra opzione, a fine anno vi ritroverete ad aver sborsato almeno 15 € in più. Il tutto è legale e lecito. L’operatore vi fa un’offerta e voi decidete se vi va bene. In sostanza tra un piano mensile e uno settimanale, scegliete sempre quello mensile.

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