Le mie impressioni sull’Apple Watch con Watch OS 2

WatchOS 2

Lo scorso luglio pubblicai la mia recensione sull’Apple Watch. Il primo smartwatch di Apple non mi convinse molto. Buono il design e i materiali utilizzati, ma dal punto di vista software c’erano cose che non mi convincevano. La lentezza nel caricare le app, la mancanza di API, l’assenza di app native mi hanno fatto pensare che il dispositivo non fosse pronto per una vera rivoluzione.

Come saprete la società ha poi rilasciato Watch OS 2. Un aggiornamento che prometteva di risolvere buona parte delle pecche di fondo. Tra le novità figuravano dei nuovi quadranti, la possibilità di integrare le complicazioni nelle grafiche degli orologi e, soprattutto, la possibilità di avere app native con il supporto di nuove API, per l’accesso a quasi tutto l’hardware dell’orologio.

Ma le cose sono veramente cambiate? Utilizzo l’Apple Watch con Watch OS 2 ormai da oltre un mese, avendo provato anche la versione beta per gli sviluppatori. Passando da Watch OS 1 alla nuova versione, quindi, ho potuto rendermi conto delle possibili migliorie.

Devo dire, però, che le cose non hanno cambiato completamente spartito. Le app native sono sicuramente molto più reattive, ma non abbastanza per i miei gusti. Bisogna attendere comunque qualche secondo all’apertura. Non si aprono all’istante.

La vera differenza con le app precedenti è che ora non visualizzano un’icona che indica la non connessione con l’iPhone quando quest’ultimo è fuori campo. Le nuove API rendono le app sicuramente più complete, ma non sono ancora al livello da “qualità Apple”. Tanto per fare un esempio: Shazam non permette di caricare in archivio un tag se l’iPhone non è nelle vicinanze. Potrebbe farlo e controllare il brano quando la connessione ritorna disponibile, ma a quanto pare non è possibile.

Le complicazioni sono utili, ma non reattive in tempo reale e questo rende la maggior parte di queste inutili. L’interazione tra le app sembrano ancora gessate. Siri a volte comprende bene, altre volte no e, a differenza dell’iPhone, non c’è la possibilità di correggere con una tastiera, così ci si ritrova a dettare sempre la stessa frase con la speranza che la comprenda tutta.

L’altro giorno mi sono trovato in bici nell’esigenza di attivare un allenamento outdoor. Con Watch OS 2 si può farlo direttamente con Siri, senza dover entrare manualmente nell’app. Ma prima di poter attivare l’allenamento, visto che Siri continuava a non capire, mi sono trovato a metà percorso con Siri ancora intontita e l’allenamento non avviato.

Ora il comando “hey Siri” può essere integrato con il comando successivo. Prima, invece, bisognava dire “hey Siri”, aspettare che Siri si attivasse, e poi dettare il comando. Tutto questo ancora non basta. Siri non comprende i segnali multipli e la trascrizione del testo è ancora lenta.

Credo che alla base del problema ci sia il processore. Un chip S1 da 520 MHz e 512 MB di RAM non sono sufficienti per app complesse. Di certo Apple ha dovuto ottimizzare il tutto per tenere a freno i consumi, attualmente ancora lontani dalla giornata completa di autonomia.

Per adesso, quindi, resto con l’idea che l’Apple Watch è un gadget ideale per i pionieri nel settore, ma non rivoluzionerà nulla. È utile in alcuni frangenti, per esempio per leggere le notifiche al volo o consultare delle app, ma non vi farà da assistente.

Non mi è stato mai utile in mobilità per uscire da situazioni complicate, come prendere un pezzo pubblico al volo o pagare una pizza (Apple Pay ancora latita). Il mio consiglio, quindi, resta invariato: se non vi serve con urgenza per lavorare su una determinata app o svolgere un determinato lavoro che ne richieda l’utilizzo, lasciate stare. Aspettate almeno un paio d’anni. La vostra vita non cambierà ad opera dell’Apple Watch.

2 Comments

  1. Non sono d’accordo. Per me ha migliorato molto l’esperienza d’uso. Però su una cosa mi trovo veramente in dissenso. A me la batteria dura ampiamente una giornata e ti assicuro che tra nordiche e messaggi lo uso molto durante la giornata. Dalle 08 del mattino alle 2 di notte arrivo tranquillamente con un residuo del 30% di batteria.

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