La comunità scientifica se la prende con Apple: non aiuta per l’intelligenza artificiale

Siri

Da quando è stata ufficializzata nel 2011, Siri ha effettuato numerosi passi avanti nella comprensione del testo e nella gestione delle funzioni. Purtroppo, però, non è ancora ad un livello di maturazione sufficiente per considerarla un’intelligenza artificiale.

Il settore AI, come la chiamano gli addetti ai lavori, è tra i più promettenti. L’obiettivo è dare ai computer un’intelligenza tale da sostituirsi agli umani in alcuni frangenti, come per l’appunto nella gestione degli impegni. Ma si arriverà mai ad un livello abbastanza elevato?

La Neural Information Processing Systems Conference ogni anni unisce i luminari del settore per fare il punto della situazione. Quest’anno un punto di vista in comune riguarda Apple. La società è accusata di non collaborare con la comunità scientifica.

Il livello di segretezza dell’azienda, dettato dalla necessità di brevettare le scoperte per rendere unici i suoi prodotti, porta i ricercatori di Apple a non dialogare con gli altri scienziati. La potenza di Apple negli investimenti potrebbe aiutare molto nel velocizzare la ricerca.

Ma onestamente non la biasimo. Quando si tratta di brevetti il mondo delle università non si sottrae facilmente dal farle causa per spillarle quattrini. Perché mai lei dovrebbe fare beneficenza in tal senso?