Una donna chiede la password dell’Apple ID del marito morto, ma Apple non può dargliela

Apple ID grafica

Se diventiamo eredi dei beni materiali e immateriali di una persona, ci spettano anche tutte le sue password per l’accesso alla sua vita digitale? Questo è uno dei grandi argomenti degli ultimi anni, a cui purtroppo non siamo stati in grado di dare ancora una risposta.

I libri elettronici, i brani musicali, le raccolte di foto e tutti gli altri file andrebbero consegnati di diritto all’erede? Al momento non è così da nessuna parte. Lo sa anche Peggy Bush, una signora canadese, che alla morte di suo marito David ha chiesto ad Apple la password per accedere al suo iPad.

Nell’iPad ci sono tutti i contenuti del defunto marito e probabilmente l’accesso ai servizi posseduti da quest’ultimo. Apple, però, ha rifiutato di fornire questo dato. La società non può cedere la password dell’iPad senza la sentenza di un tribunale che autorizzi il passaggio delle informazioni.

Finalmente ho trovato qualcuno in Apple che mi ha detto “hai bisogno del permesso del Tribunale”. Ero totalmente sconcertata. Cosa significa il permesso di un Tribunale? È ridicolo, perché mi è stato trasferito il possesso della casa, posso chiedere il possesso dell’auto e di altre cose semplicemente fornendo il certificato di morte.

In un certo senso la signora Bush ha ragione, ma immaginiamo anche un altro scenario. Immaginiamo che il defunto marito abbia documenti che non vuole che la moglie legga. Amanti passate, figli con altre donne, passioni segrete e cose del genere. Documenti che potrebbero compromettere il ricordo. Cosa dà alla signora Bush la pretesa di entrare così in profondità nell’archivio del defunto?

Come vedete i punti di vista sono tanti ed è proprio per questo motivo che non siamo arrivati ad una linea unica per il trattamento dei dati post mortem. La soluzione migliore sarebbe regolare l’eventualità prima della propria dipartita.

Alcune info tratte da: cbc

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