Recensione del drone Parrot Bepop 2

Il mondo dei droni ha qualche analogia con il settore dei computer. Ci sono gli smanettoni che preferiscono costruirsi un drone in casa, scegliendo tra statori, centraline, eliche, batterie e così via, come avviene con chi ama smanettare con i PC assemblati. E poi ci sono coloro che preferiscono una soluzione pronta all’uso, già assemblata e pronta per volare, un po’ come chi compra un Mac.

Il Parrot Bepop 2 è sicuramente indirizzato verso la seconda categoria di persone. La società francese che lo ha realizzato ha posto sul piatto un progetto che prevede un drone da utilizzare in meno di 3 minuti dall’apertura della scatola. Tanto serve per aprire la confezione, estrarre il drone, infilare la batteria e accenderlo.

Al suo interno troviamo:

  • Il Bepop 2.
  • 8 eliche: 4 da montare e 4 di emergenza.
  • Una chiave per montare le eliche.
  • Una batteria da 2.700 mAh.
  • Un caricabatterie con adattatori per le varie nazioni.
  • Cavo microUSB.
  • Libretto di istruzioni.

All’interno della confezione, che serve anche a trasportarlo durante i viaggi, c’è anche un regolamento base con le norme americane, spiegate con un facile fumetto. Per l’Italia bisogna seguire il regolamento dell’ENAC che, riassumendo molto, indica di non usarlo in prossimità dei monumenti, luoghi affollati e punti sensibili. Tanto per intenderci, farlo volare di fronte l’ambasciata americana non è mai una buona idea. L’ideale è farlo volare in un prato lontano dai palazzi.

Una volta inserita la batteria e acceso premendo il LED sul retro, basta cercare la rete WiFi generata dal drone e agganciarla, per poi aprire l’app FreeFlight 3, per iPhone o iPad, e iniziare il divertimento.

L’app consente di modificare alcuni parametri del drone, come l’altezza massima (in Italia 70 metri per legge), la velocità, l’inclinazione, effettuare un controllo dei motori e così via. L’app consente anche l’iscrizione all’accademia del volo, per tenere traccia dei propri voli e aggiornare il firmware del Bepop 2.

Il drone pesa 500 grammi e misura 38,2 x 32,8 x 8,9 centimetri. Il suo design è aerodinamico e presenta la fotocamera full HD sulla parte frontale. I nuovi motori consentono una velocità di 18 m/s in orizzontale, 6 m/s in verticale, per un campo di 300 metri dal dispositivo usato per controllarlo. Il campo dipende molto dalla qualità del segnale e dal tipo di dispositivo usato.

La batteria da 2.700 mAh estraibile consente ben 25 minuti di volo. Una delle performance più alte nel settore. Una volta esaurita la batteria deve essere ricaricato con l’apposito caricabatterie. Sul retro c’è anche un ingresso microUSB, ma non serve a ricaricare il dispositivo. La porta può essere usata per collegare il Bepop 2 al computer per scaricare il contenuto di foto e video registrato.

La memoria interna è da 8 GB e non è espandibile. Una scelta un po’ strana, dettata dall’obiettivo di costruire un modello all-in-one. Gli 8 GB consentono di registrare fino a 40 minuti in full HD, quindi oltre l’autonomia della batteria. In caso di necessità si possono riversare i contenuti sull’iPhone, o iPad, usato come telecomando, per poi svuotare la memoria e ricominciare a filmare. Lo spostamento dei file avviene mediante il WiFi.

La fotocamera è full HD con lente fish eye da 14 megapixel. La risoluzione delle foto è 4.096 x 3.072 pixel. È possibile anche scattare foto in formato RAW da modificarle in post produzione. La registrazione video è stabilizzata e integra una tecnologia per correggere, a livello software, la distorsione dell’orizzonte. Durante il volo è possibile scegliere di registrare o scattare foto, oppure registrare e salvare dei frame durante la registrazione.

Se si fanno scorrere due dita sul display durante il volo, che tra l’altro mostra in tempo reale ciò che sta vedendo il drone, la fotocamera si sposta con un effetto software consentendo di inquadrare vari angoli, senza spostare di fatto il drone dal suo assetto.

Il Bepop 2 contiene anche un dispositivo GPS che consente di farlo tornare al punto di partenza, utile nel caso si perdesse la connessione, le batterie stanno per esaurirsi o il dispositivo finisca oltre la nostra visuale.

Sulla parte rivolta verso la terra ha un a ventola di raffreddamento, una seconda fotocamera che consente di sapere dove è rivolto, dei sonar che fanno aumentare l’altezza di volo se sotto dovessero presentarsi degli ostacoli e un giroscopio a 6 assi che correggono automaticamente l’assetto.

In caso di vento può resistere a folate fino a 58,47 km/h se arrivano di lato e 64,82 km/h se arrivano sulla punta. Questo significa che se lo usate mentre c’è un po’ di vento non rischierete di vederlo volare via.

La sua struttura rinforzata rispetto al Bepop 2, con braccia più forti ed eliche più grandi a 6 pollici, consentono al drone di durare ai colpi più duri. In caso di problemi con le eliche basta sostituirle. L’ho visto io stesso colpire del ferro e non distruggersi. Le eliche si bloccano automaticamente se dovessero colpire un ostacolo.

La chiave presente nella confezione permette di cambiarle velocemente, stando attenti al senso orario e anti orario di ciascuna. I quattro piedini di appoggio contengono le antenne WiFi e sono ammortizzati.

Durante le mie prove il Bepop 2 si è comportato molto bene. È facile da manovrare e farlo volare. Con un pulsante si alza e con due comandi sullo schermo si cambia l’altezza e il senso di volo. Tra l’altro i pad si spostano automaticamente sullo schermo, in base a dove appoggiamo le dita. Se avete necessità di farlo volare più lontano esistenza anche un telecomando, lo Skycontroller, che monta un’antenna e dei pulsanti fisici per farlo valore fino ad 2 KM di distanza.

Uno dei suoi punti forti è l’autonomia. A differenza di altri droni che ho provato, con il Bepop 2 possiamo divertirci per oltre 20 minuti senza avere il fastidioso bisogno di fare una pausa lunga per ricaricare le batterie.

La fotocamera registra filmati molto buoni. Ha qualche difficoltà solo quando c’è molta luce o pochissima luce, tipo in direzione del sole o di notte.

La stabilizzazione automatica è ottima. Resiste al vento e ai piloti più inesperti. Scatta anche buone foto dall’alto, anche se non sono di qualità elevatissima. Andrebbe migliorata la focale.

Se volete un drone per registrazioni di eventi privati, foto con gli amici, riprese dall’alto. Oppure se volete un drone con cui divertirvi per oltre 20 minuti ininterrotti, il Bepop 2 è la scelta ideale in termini di qualità e prezzo. Parrot offre anche una SDK agli sviluppatori, per creare delle proprie applicazioni.

Nell’app ufficiale è possibile comprare la funzione del piano di volo, che ahimè costa 19.99 € con il sistema In App, per scaricare la mappa della zona in cui ci si trova e indicare dove far volare il drone, con tanto di altezze, azioni (tipo scattare una foto o registrare), le angolazioni e il ritorno indietro. Utile per registrare una sezione di panorama con il pilota automatico. Immaginiamo una costiera dove potremmo aver paura di perdere il drone per delle manovre sbagliate.

Lo trovate su Amazon in due colori (bianco o rosso) al prezzo di 549,90 €. Il kit con lo SkyController costa 949,90 €. Volendo esiste anche uno zaino ufficiale per trasportare drone e telecomando che costa 99,90 €. Dalla prossima primavera potrebbe diventare il vostro compagno ideale per le scampagnate o le passeggiate in montagna, per registrare video che con uno smartphone non potreste mai realizzare.

Vi lascio ad un breve video che ho registrato un paio di giorni fa, dopo l’evento di Parrot #Bepop2Day. Il video non è stato modificato dopo la registrazione.

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