Perchè adoro i giochi di strategia

War of Empires

Durante la giornata arrivano spesso delle email con delle indicazioni per le nuove applicazioni. Gli sviluppatori, le società o i loro uffici stampa mi propongono nuove app. Molte di queste sono videogame in tema puzzle. Purtroppo è anche il genere che mi piace di meno.

Per me i videogame hanno come scopo rilassare la mente. Devono diventare una pausa, un modo per scaricare lo stress. I puzzle obbligano ad avere la mente occupata, a focalizzarsi sulla soluzione.

Quindi di solito ripiego verso uno sparatutto, dove poco eticamente si fanno fuori più nemici possibili, oppure vado verso la mia categoria preferita: i giochi di strategia. Questi giochi mi tengono ore incollati sullo schermo, perché sono ricchi di quell’ingrediente che le società chiamano “gamification”, vale a dire l’uso di premi, aumenti di livelli, potenziamenti e punti in grado di rendere la propria posizione nel gioco più potente rispetto agli altri giocatori.

Come dimenticare il famoso Age Of Empire di Microsoft, con il suo meccanismo di collezionare risorse sfruttando i mezzi sullo scenario e avanzare tecnologicamente, fino a trasformare il proprio popolo in un apparato complicato e organizzato. Oppure la serie Sim City in cui bisogna creare e gestire una città moderna, come un sindaco esperto.

Nell’App Store ci sono tante app sul tema. L’app di maggior successo, Cash of Clans, è tra le più redditizie. Oppure ci sono i giochi on line che si possono attivare da qualsiasi browser. Tra le aziende più attive del settore c’è Plarium che ha diversificato la sua offerta per raccogliere le preferenze di tutti: War Of Empires tratta di Sparta, Pirates Tides of Fortune tratta di pirati, Soldiers INC di guerra tra soldati e così via.

Giochi che non necessitano di un sistema operativo ben preciso e che si possono usare, quindi, da un Mac o da un PC con connessione ad internet.

Ma perché questi giochi hanno così successo?

I meccanismi mentali sono tanti e sostanzialmente possiamo riassumerli in:

  • Meritocrazia: se ci si impegna molto nella raccolta delle risorse, si possono acquistare potenziamenti. In pratica più lavoro si svolge nel gioco e più frutti si raccolgono. Un meccanismo che a volte nella vita viene disatteso.
  • Sfida: ci si pone in una posizione in cui bisogna diventare sempre più forti. La suddivisione a livelli spinge a raggiungere sempre il livello successivo.
  • Curiosità: quali saranno i potenziamenti successivi? Quali le modifiche grafiche dell’ambiente o del personaggio quando si passa ad un livello superiore? La risposta arriva solo giocando con costanza.
  • Spirito di appartenenza: spesso in questi giochi si formano squadre con altri giocatori, in un ecosistema tribale in cui si tende a fare gioco di squadra per diventare più potenti delle altre squadre.
  • Semplicità di utilizzo: i giochi on line o le app sono accessibili velocemente e spesso sono aggiornati quotidianamente, per avere ciò che serve per giocare in pochi minuti.

Sono certo che in ognuno di voi c’è un gioco di strategia preferito. Se vi va raccontatemelo nei commenti.

3 Comments

  1. Si tratta più di un SRPG, ma dico Fire Emblem, serie di Nintendo. Ci si affeziona troppo ai personaggi, e diventa una droga

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