Federighi dice la sua sul caso dell’FBI vs Apple

Craig Federighi e Jonathan Ive

Continua la discussione sul caso di Apple e l’FBI. Quest’ultima vorrebbe che Apple tornasse alla sicurezza del 2013 per scardinare i contenuti degli iPhone. Elemento che metterebbe a repentaglio tutti, considerando che gli hacker non attendono altro regalo più grande.

Mentre nel nostro Paese i media diffondono un video di uno sblocco di iOS fatto con Siri, ignorando che quel bug è stato risolto molto tempo fa, negli Stati Uniti si lavora con un po’ di serietà in più. Il Washington Post, per esempio, ha chiesto a Craig Federighi, capo del software di Apple, di dire la sua:

Negli ultimi 18 mesi gli hacker hanno ripetutamente cercato falle nelle difese del sistema commerciale, banche ed enti governativi, rubando dati sulle carte di credito, numeri di previdenza sociale e orme digitali di milioni di persone (orme presenti nei database degli enti governativi, non si riferisce a Touch ID. Ndr).

I criminali e i terroristi che vogliono infiltrarsi nel sistema e distruggere i network potrebbero iniziare attraverso gli attacchi agli smartphone. La tecnologia di cifratura costruita ad oggi negli iPhone rappresenta la migliore soluzione per i dati disponibili ai clienti.

Ovviamente, nonostante i migliori auspici, nulla è sicuro al 100%. Gli umani possono fallire. I nostri ingegneri scrivono milioni di linee di codice e anche il lavoro migliore potrebbe portare a degli sbagli. Identificare e risolvere questi problemi è una parte critica della nostra missione per tenere i clienti al sicuro.

È per questo motivo che siamo in disaccordo con l’FBI, il Dipartimento di Giustizia e gli altri che fanno pressione alla legge per far tornare indietro le lancette della sicurezza e della tecnologia. Ci hanno suggerito di portare la sicurezza a quella di iOS 7 dove era abbastanza sicura e tornare indietro agli standard del 2013 per la sicurezza. Ma la sicurezza di iOS 7 è stata già bucata dagli hacker. La cosa peggiore è che parte di quei metodi sono stati diffusi e sono accessibili anche agli hacker meno esperti.

Sono diventato ingegnere perché credo nel potere della tecnologia nel migliorare le nostre vite. La migliore difesa di ieri non può nulla contro l’attacco di oggi o di domani.

Credo che non ci sia altro da aggiungere al suo pensiero.

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