Tim Cook partecipa alla corsa per frenare Donald Trump

Donald Trump

Figlio di un facoltoso immobiliere di New York, Donald Trump ha fatto soldi in fretta nel mondo più semplice: ereditando una fortuna e sfruttando le conoscenze di famiglia. Ad oggi il suo patrimonio, secondo Forbes, è stimato per 4,1 miliardi di dollari, rendendolo il 405° uomo più ricco d’America.

Ma non è il denaro a farlo rimbalzare sulla stampa mondiale, ma la sua candidatura alla Casa Bianca per i Repubblicani. Nessuno vuole Trump presidente, eccetto alcuni americani che vedono in lui la chiave di rottura con una politica troppo ingessata. Un meccanismo che vediamo anche in Italia, dove per evitare di mangiare la stessa minestra si cerca di licenziare il cuoco per far cucinare il lavapiatti.

Di recente Trump si è espresso anche nei confronti di Apple nel caso che la vede implicata a San Bernardino, dichiarando:

Ma Apple chi crede di essere?

Riferendosi alla volontà di non offrire l’accesso libero ai dati degli utenti, così come chiesto dall’FBI. La frase, dichiarata con prepotenza e scritta da un iPhone, ha convinto Tim Cook a schierarsi.

Il CEO di Apple sarà al World Forum per l’American Enterprise Institute, dove i CEO delle maggiori aziende americane, che muovono milioni di dollari ogni anno per le lobby, si riuniranno per parlare anche della corsa di Trump alla presidenza vista, ovviamente, come un pericolo per il progresso degli Stati Uniti.

Riuscirà il populismo di Trump a sovrastare la potenza dei posti di lavoro delle big della Silicon Valley?

  • Roberto

    L’arroganza di quest’uomo é inferiore solo alla sua stessa stupidità.