L’FBI ha pagato 15.000 $ per sbloccare l’iPhone di San Bernardino (aggiornato)

iPhone San Bernardino

Qualche mese fa la società israeliana Cellebrite sbloccò l’iPhone di Alex Boettcher, uno della banda dell’acido che agì a Milano. Il codice di accesso era banalmente 5555 e l’operazione costò 1.500 €.

L’FBI, che si è rivolta alla stessa azienda, ha dovuto sborsare un po’ di più: 15.278,02 dollari. È questa la somma che i contribuenti americani hanno speso per accedere all’iPhone di San Bernardino, dopo il diniego di Apple di creare una backdoor in iOS.

Cellebrite ha applicato, sembrerebbe, lo stesso metodo suggerito da Daniel Kahn Gillmor, dell’American Civil Liberties Union, vale a dire estrarre la memoria dall’iPhone 5c dell’attentatore di San Bernardino, copiarne la memoria in tanti spazi virtuali e provare l’attacco fino a trovare il codice.

Virtualizzando le memorie per un numero elevato di iPhone simulati, è stato possibile trovare il codice dopo numerosi tentativi. Successivamente la memoria è stata riposta al suo posto e il telefono è stato sbloccato.

Probabilmente l’FBI sapeva a chi rivolgersi sin dal primo momento. Nonostante questo ha cercato un pretesto per obbligare Apple a costruire una backdoor. Operazione che non è riuscita.

Aggiornamento: secondo i dati rivelati al Senate Judiciary Committee, l’FBI avrebbe pagato ben 900.000 $ per sbloccare l’iPhone dell’attentatore.

Alcune info tratte da: bgr