In cosa consiste la privacy differenziale di iOS 10

privacy differenziale

Durante il Keynote del WWDC 2016, dopo aver mostrato le novità di iOS 10, Apple ha speso alcuni secondi dichiarando di adottare, dai prossimi sistemi operativi, la privacy differenziale. Molti si sono grattati la testa, altri pensavano ancora agli sticker di iMessage.

La privacy differenziale è in realtà molto importante. A differenza di quanto avevo capito su due piedi, non si tratta di una stratificazione della privacy. Non significa che un utente può decidere il grado di privacy da adottare sui dati. Vuol dire tutt’altro.

Realizzata da una ricerca finanziata da Microsoft, la privacy differenziale consente di applicare modelli matematici al proprio database di dati per nasconderli. Per comprendere meglio la cosa immaginiamo i nostri dati come uno strato di informazioni.

La privacy differenziale crea un altro strato fasullo da posizionare sullo strato originale. In pratica i dati ricevuti da chi offre servizi possono essere raccolti in forma aggregata. Per esempio il numero di persone a cui piace il calcio, oppure un gusto di pizza.

Se questi servizi tentano di andare ad indagare sul singolo utente, per creare un profilo su quella singola persona, entra in azione la privacy differenziale. I due strati si sovrappongono generando dati falsati, in grado di non consentire di realizzare un profilo veritiero.

Quindi, grazie a questo sistema, i nostri dati come singoli utenti sono ancora più protetti. Paradossalmente questo consente anche di raccogliere più dati, perché privi del timore di fornire dati sensibili, coscienti di fornire solo dati statistici aggregati con più persone, si può concedere la raccolta dei dati con più libertà che in precedenza.

Questo permetterà di creare servizi più efficaci e, nello stesso tempo, salvaguardare i dati dei singoli. Apple li utilizzerà, per esempio, per migliorare l’efficacia della tastiera virtuale e i risultati di Spotlight.

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