Le mie impressioni sulle AirPods

Confezione esterna

Steve Jobs lo aveva capito anni fa, dopo aver recuperato un po’ di liquidità dalla vendita dei primi Mac colorati. È la musica che fa girare il mondo. In un modo o nell’altro abbiamo tutti la nostra colonna sonora quotidiana. Grazie all’arrivo dell’iPod, e alla possibilità di poter portare 1000 brani sempre con se, come diceva il primo slogan, questo divenne possibile.

A distanza di oltre 10 anni, Apple è riuscita a sfornare un prodotto iconico, in grado di ricordare il medesimo sforzo e, alla luce del successo delle vendite, forse lo stesso risultato. Gli AirPods sono il prodotto più Apple degli ultimi 10 anni. Sono bianco-Apple, sono semplici da usare, risolvono un problema importante (eliminano i cavi), funzionano bene e sono belli.

Questo non significa che siano perfetti. Nella loro semplicità lasciano strascichi di imperfezioni che potrebbero essere colmate. Ma andiamo per gradi.

Quando comprate degli AirPods ricevete una custodia, che serve a trasportarli, non sporcarli e ricaricarli. Nella custodia troverete i due AirPod che sono ancorati alla custodia con un meccanismo magnetico, che tra l’altro li ricarica ad induzione. Se capovolgete la custodia, in pratica, questi non cadranno. Un elemento che potrebbe apparire di poco conto, ma che eviterà tante cadute accidentali.

L’associazione con un dispositivo con iOS è immediata. Basta premere l’unico pulsante dietro la custodia per attivare l’associazione con l’iPhone. La cosa interessante è che questa associazione sarà registrata automaticamente in tutti i propri dispositivi collegati al proprio account iCloud. Grazie al chip W1, in pratica, non dovrete affrontare il paring del bluetooth con ogni dispositivo come accadrebbe con altri auricolari. Una vera comodità.

Qui posso segnalare il primo problema. Se qualcuno ci ruba le AirPods può associarle ai suoi dispositivi senza problemi, con la medesima velocità. A questo punto Apple avrebbe potuto far si che per associarle ad altro dispositivo, bisognerebbe dissociarle da quello precedente, con l’account iCloud. Questo ci creerebbe sicuramente la noia di non poterle utilizzare con i primi player bluetooth trovati sul nostro cammino, perché in realtà non richiedono necessariamente un dispositivo Apple, ma il blocco potrebbe funzionare da deterrente.

La batteria degli AirPods dura 5 ore, dichiara Apple. Nella mia prova ho registrato 4 ore e 50 minuti. La batteria si scarica più velocemente durante le chiamate, perché si attiva anche il microfono. Ogni AirPod ne ha due: uno per la voce e l’altro per ridurre i rumori esterni. Il sistema decide in autonomia quale dei due microfoni usare, ma non esiste un sistema di isolamento acustico. Questo elemento, che da un certo punto di vista potrebbe apparire come una pecca, torna utile quando le usiamo per andare a correre o in auto, perché in caso di pericoli possiamo udire i rumori esterni.

La custodia serve a ricaricare gli auricolari. In 15 minuti, dichiara sempre la società, si ottengono 3 ore di autonomia. Dalla mia prova si evince che in 15 minuti gli auricolari sono ricaricati al 70%. Qui c’è un’altra criticità. La custodia ricarica costantemente gli auricolari. Questi si scaricheranno anche quando non li usiamo, ovviamente con una velocità molto più bassa. Ma se li teniamo nella custodia con tutto carico al 100%, dopo una settimana non li ritroveremo tutto al 100%. Questo potrebbe diventare un problema per i cicli di ricarica. Non so quanti ne supportano. Apple non lo dichiara. Potrei avanzare l’ipotesi di 1000. Ma se dopo 1000 ricariche l’autonomia degrada, alla luce del fatto che si scaricano e caricano automaticamente nella custodia, potremmo avvicinarci velocemente alle 1000 ricariche complete, più di altri prodotti.

Gli AirPods sono anche considerati un elemento importante per lo sviluppo delle intelligenze artificiali. Come saprete si gestiscono con Siri, anche se è possibile disattivare questa opzioni nelle impostazioni del bluetooth di iOS. Un doppio tap sulla superficie dell’auricolare attiva l’assistente digitale sull’iPhone. Il microfono vicino rende la comprensione della voce più chiara, ma questo non rende Siri più intelligente.

Durante le mie prove mi è capitato più volte, come sempre, che Siri non capisse cosa dovesse fare, semplicemente perché l’assistente di per se non è programmato per fare le cose che vorrei che facesse. Inoltre: perché non è stato integrato l’Hey Siri? Il comando vocale è presente negli iPhone, iPad e Mac. Perché nelle AirPods non c’è considerando la presenza di due microfoni così vicini?

Sarebbe stato molto più comodo gestire i comandi chiedendo a Siri, senza toccare alcunché. Anche perché con l’Hey Siri possiamo impartire il comando subito, mentre con il doppio tap dobbiamo prima attendere che Siri si desti e questo richiede un paio di secondi. Un elemento che potrebbe apparire di poco conto, ma durante la riproduzione musicale potrebbe annoiare. Come saprete non ci sono pulsanti fisici per cambiare il volume, cambiare brano o mettere in pausa i brani:

  • Per mettere in pausa dobbiamo toglierci un auricolare (entrambi sono muniti di sensore ad infrarossi che rilevano il contatto con la pelle).
  • Per alzare o abbassare il volume dobbiamo attivare Siri e dire “alza volume” o “abbassa volume” fino a trovare il livello desiderato.
  • Per passare da un brano all’altro dobbiamo dire “prossimo brano” o “brano precedente”.

Questo ovviamente in alcuni ambiti, per esempio mentre corriamo, potrebbe apparire fastidioso. Immaginate di affrontare una corsa e stare lì a picchiettarsi sull’orecchio fino a raggiungere un compromesso valido tra brano e volume. Con l’Hey Siri si sarebbe potuto fare con più agilità.

Le cuffiette funzionano bene anche con il Mac. Incredibilmente funzionano anche con il mio iMac del 2011. Basta selezionarle nel menu del volume del computer. Purtroppo, però, non funzionano con l’Apple TV. Il motivo resta sconosciuto. L’Apple TV ha il bluetooth per far funzionare l’Apple Remote ed è collegata al proprio account iCloud. Sarebbe stato utile poter vedere la TV, magari di sera, indossando le AirPods per non dar fastidio ad altre persone nella stanza.

Il loro design ricorda le EarPods ma hanno alcuni elementi di differenza. Soprattutto nel fusto. Nelle EarPods è più sottile, mentre nelle AirPods è più spesso perché lì ci sono le batterie. Entrambe sono studiate per funzionare con la maggior parte dei padiglioni auricolari. Personalmente per le mie orecchie vanno benissimo. Ho ascoltato musica per 5 ore senza problemi o fastidi. Pesano appena 4 grammi ciascuna e si dimentica di averle. Sono gli auricolari più comodi che abbia mai usato. Non premono nelle orecchie, non creano l’effetto tappo, non hanno un cavo che batte dietro al collo e, a differenza delle cuffie, non hanno un archetto che preme sulla testa.

Non cascano neanche dalle orecchie. Possiamo ballare, correre, sfrenarci e saltare senza timore di perderle. Per lo sport sono molto comode, l’importante è che non siano sport acquatici.

Per quanto riguarda la qualità audio, per avere un termine di paragone le ho rapportate alle EarPods. L’audio è simile. È più pulito nelle AirPods, ma non di molto. Posso ipotizzare che Apple abbia semplicemente migliorato il progetto delle EarPods e, quindi, anche queste l’anno prossimo potrebbero avere la stessa qualità audio delle AirPods. In altre parole escludo che la società utilizzi materiali e tecnologie audio diverse per i due auricolari, ipotizzando semplicemente che le AirPods siano state aggiornate a tecnologie più recenti.

Utilizzabili anche per vedere film dall’iPhone o dall’iPad, immaginate l’uso in treno o a letto stando sotto le coperte, possono essere utilizzate anche prese singolarmente a mo’ di auricolare bluetooth per le telefonate. Visto che l’abbinamento è istantaneo, in caso di arrivo di una telefonata basta aprire la custodia, estrarre l’auricolare (destro o sinistro è indifferente), portarlo all’orecchio e fare doppio tap sulla sua superficie. Possiamo, così, conversare tenendo le mani libere. Lo consiglio soprattutto in auto, dove è possibile ascoltare anche le indicazioni del navigatore. Per chiudere la chiamata basta fare un doppio tap.

Quindi vale la pena comprarle? Costano 179 €, ma se rapportiamo il prezzo a prodotti simili ci accorgeremo che il prezzo è in linea con quello di altre proposte. Se avete un iPhone o un iPad e volete degli auricolari bluetooth vi consiglio i prenderle. Sono pratiche, funzionali, belle e funzionano bene. È vero, ci sono alcune migliorie da fare, ma credo che nei prossimi anni ne usciranno altre generazione in grado di risolvere le pecche attuali. Personalmente mi ritengo soddisfatto dell’acquisto.