AAPL 15.02.17

C’è tutto un salotto di esperti, o sedicenti tali, che ad ogni mossa di Apple sono pronti a dare opinioni. Alcuni di questi dicono da anni, dalla morte di Steve Jobs, che senza il vecchio leader Apple è spacciata e destinata al fallimento. Raccontano di fine imminente, società cotta e così via.

Ma per commentare bisogna partire sempre dai numeri. E i numeri vedono 78,3 milioni di iPhone venduti negli ultimi 3 mesi. Un settore dei servizi che da solo vale oltre 7 miliardi di fatturato, utili per quasi 18 miliardi di dollari e una liquidità di 246 miliardi di dollari.

A questo si aggiunge il record in Borsa. Dopo il report di Goldman Sachs, che dà le azioni Apple ad un valore obiettivo di 150 $, abbiamo un aumento dell’11% nelle ultime due settimane, con una quotazione a 135,02 $ ad azione, pari ad una capitalizzazione di oltre 714 miliardi di dollari.

La società ha raggiunto la sua capitalizzazione massima nel febbraio del 2015, quando raggiunse i 775 miliardi di dollari. La società ha già superato la capitalizzazione più alta mai raggiunta da Microsoft che nel 1999 raggiunse i 616 mld $. Di questo passo la società entrerà nel club delle aziende trilionarie.

Solo poche società sono entrate in quel club. Ricordiamo la Standard Oil Company, del celebre Rockefeller, raggiunse quasi 1 trilione di dollari se correggiamo quei dati all’inflazione. La PetroChina valutata oltre 1 trilione, per poi finire alla Saudi Aramco con quasi 4 trilioni, la South Sea Co. con oltre 4 trilioni, la Mississipi Co con oltre 6 trilioni e la società più capitalizzata della storia, la Dutch East India Co con oltre 7 trilioni di dollari.

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