Apple manda via Denise Young Smith, i suoi progressi nella diversità sono scarsi

Denise Young Smith

Diventare dirigenti di Apple non significa diventare intoccabili, anche quando si raggiunge il rango esecutivo. Ne è una dimostrazione Denise Young Smith che terminerà il suo lavoro in Apple entro la fine del 2017.

In Apple dal 1997, dal ritorno di Steve Jobs, Smith si è occupata delle risorse umane, fino a diventare capo delle “persone di Apple” di recente. Il suo ruolo era occuparsi delle nuove assunzioni al fine di assicurare un alto grado di diversità nella società.

Purtroppo tra il 2016 e il 2017 ci sono stati pochi progressi. Le minoranze etniche sono cresciute di appena un punto percentuale, arrivando al 23% del totale dei dipendenti. Poco meno di un quinto del totale. Considerando i 130.000 dipendenti della società, solo il 32% è donna e il 54% è bianco.

Al posto di Smith arriverà un’altra Smith, ma questa volta si chiama Christie. Ex consulente di Deloitte, dal prossimo anno cercherà di fare meglio dove Denise Young ha fallito.

Quest’ultima si trovò qualche mese fa al centro delle polemiche dopo aver detto:

La diversità è un’esperienza umana. Mi sento un po’ frustrata quando la diversità è etichettata come persone di colore, donne o LGBT. Potrebbero esserci 12 persone bianche, dagli occhi azzurri e capelli biondi in una stanza e fornire diversità perché tutti hanno avuto un’esperienza di vita diversa e potrebbero parlare di prospettive diverse.

Probabilmente questa debacle ha convinto Tim Cook a destituirla.