Ancora sulla questione dello slowgate degli iPhone

Si sta parlando molto ultimamente della questione degli iPhone rallentati da Apple. La questione, più mediatica che tecnica, è cavalcata dai media con gran foga in questi giorni, visto che quest’anno non si era ancora palesato lo scandalo sugli iPhone.

Al centro della questione c’è il risparmio energetico. Se da un lato possiamo attivarlo manualmente con l’apposita funzione, che si trova nel menu batteria delle impostazioni di iOS1, dall’altro lo vediamo applicare automaticamente negli iPhone 6 e 6s solo quando la batteria degrada.

Facciamo un passo indietro. Le batterie degli iPhone, come quelle di altri smartphone, non perdono performance per i primi 500 cicli di ricarica. Questo limite non è deciso da Apple, ma è insito nella tecnologia a litio usata dalle batterie. Tra l’altro Apple non produce le batterie. Samsung gliele vende. Sono le stesse batterie che si trovano nei Samsung ed è la stessa tecnologia usata da altri produttori2.

ciclo di ricarica

Un ciclo di ricarica è il 100% di batteria. Se avete la batteria al 43% e la ricaricate all’86%, per ottenere un ciclo di ricarica dovreste effettuare una seconda carica del 57%. Dopo aver caricato 500 volte la vostra batteria del 100% questa degrada e diventa meno capiente.

Con il tempo, per esempio se usate l’iPhone per 3 anni, questa diventa meno capiente. Se effettuate almeno una carica al giorno (e a volte se ne fanno anche 2 al giorno), in un anno avrete consumato 365 cicli di ricarica. In 2 anni 730 cicli, quindi ben oltre i 500 cicli. In 3 anni 1.095 cicli. Il doppio di quelli consentiti per non avere problemi.

Dopo 3 anni, quindi, l’iPhone non arriverà più a fine giornata ma si spegnerà dopo 4 o 5 ore. Apple, quindi, ha pensato di introdurre una funzione per ridurre la potenza del processore, per consumare meno energia, e allungare la durata media di una carica. Quindi, solo in presenza di batterie usurate, si attiva una riduzione della potenza dei processori e anziché arrivare a 4 o 5 ore, si arriva a 7 o 8 ore. Si evita di rimanere senza autonomia.

Apple rallenta tutti i suoi vecchi iPhone come scrivono i giornali? No, solo quelli con la batteria usurata. Se si cambiasse batteria, infatti, il processore tornerebbe a pieno regime, consentendo di ripristinare la potenza del telefono.

Ora la questione su cui molte false vergini si scandalizzano è la comunicazione. È vero, la società ha comunicato solo di recente questa scelta. Pensava di fare cosa gradita evitare che i telefoni con batterie usurate si spegnessero così presto, ma probabilmente qualcuno ama restare con il telefono spento nel bel mezzo della giornata.

iPhone 6s performance

Cosa ben diversa sarebbe scoprire che Apple abbia usato delle batterie con dei difetti in milioni di iPhone. Qualcuno, infatti, ha avanzato l’ipotesi di una strategia per evitare un programma di richiamo degli iPhone che sarebbe costato milioni di dollari.

L’accusa dichiara che Apple abbia attivato questa funzione per allungare l’autonomia della batteria ed evitare di far emergere il problema. Al momento non ci sono prove sulla questione e questa resta solo un’ipotesi. La società in passato non si è mai sottratta ai programmi di richiamo straordinari, con riparazioni gratuite anche verso prodotti molto vecchi.

Altri vedono il crescere delle class action3 nei confronti della società come la prova della sua colpevolezza. Alla luce del fatto che gli avvocati fanno il loro mestiere e negli USA c’è una tendenza alle class action perchè rendono bene4, dobbiamo ricordare che le sentenze le fanno i giudici, non gli avvocati.

Per sapere se Apple ha sbagliato dovremo attendere le sentenze e studiare le prove e contro prove utilizzate nei processi, per comprendere cosa c’è realmente nel caso dello slowgate. Sta di fatto che non si degradano solo le batterie usate da Apple. Quasi sicuramente il trucco del rallentare gli smartphone è usato da tanti altri produttori. Ma visto che non hanno la visibilità di Apple, non si pone nei loro confronti la medesima gogna mediatica.

L’unica colpevolezza che vedo in Apple è il richiedere prezzi elevati per il cambio della batteria. Attualmente cambiare la batteria dell’iPhone costa ben 89 €. Forse, alla luce dei 500 cicli di ricarica, sarebbe più corretto agevolare questa “riparazione” a prezzi più bassi.

Per verificare lo stato di salute della batteria del vostro iPhone vi suggerisco di usare Battery Life, un’app gratuita che vi dice quanti cicli di ricarica ha effettuato il vostro telefono e la capienza media che vi resta.


  1. O con una scorciatoia sotto forma di icona attivabile nel Centro di Controllo. Impostazioni > Centro di Controllo > Personalizza Controlli > Risparmio energetico. ↩︎
  2. Per ulteriori informazioni sulle batterie di Apple visita l’apposito sito. ↩︎
  3. Attualmente ne esistono almeno 3 negli USA. ↩︎
  4. Le class action vedono il pagamento di una quota da parte di ogni singolo individuo che vuole partecipare, più una percentuale sul risarcimento in caso di vincita. Se le class action vanno male agli avvocati restano le quote versate dagli assistiti, quindi non perdono mai. Questo spinge loro a provare più class action possibili. ↩︎

21 Comments

  1. apple non produce nulla.. quindi quando esce qualcosa di buono meriti suoi.. quando c’è qualcosa di sbagliato, colpa degli altri..

  2. Complimenti per l’articolo, fra i più equilibrati sul tema … e non è cosa facile con la fame di “farla pagare” ad Apple perché questa volta con ben 3 modelli in 2 tipologie non s’è trovato un appiglio di qualsiasi genere su cui costruire l’ennesimo “gate”.
    Personalmente penso che si dovrebbe fare un passo indietro e studiare il modo di costruire batterie sostituibili meno ingombranti che in passato. So che è una pia illusione, ma questa è l’unica scelta che davvero risolverebbe la grossa dose di problematiche che restano legate all’alimentazione di qualsiasi device.

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