Primo caso di sblocco forzato con il Face ID da parte dell’FBI

Face ID

É più facile nascondere le mani o la faccia? Sicuramente le prime, inoltre è più facile (e doloroso) mistificare le impronte digitali che il volto. A tal proposito arriva il primo caso al mondo di obbligo di sblocco di un iPhone, utilizzando Face ID.

Come saprete l’FBI è sempre alla ricerca di nuovi metodi per entrare negli iPhone dei sospettati. Fortunatamente in questo caso l’iPhone non apparteneva ad una persona morta, ma ad una viva che ha potuto collaborare nonostante il suo malgrado.

È la storia di Grant Michalski, un 28 enne originario di Columbus (Ohio). L’uomo è sospettato di possedere materiale pedo-pornografico. Per verificare la presenza di materiale nell’iPhone, il giudice ha obbligato l’uomo a guardare lo smartphone per sbloccarlo e consentire agli agenti di controllarne il contenuto.

Come saprete il Face ID obbliga ad inserire il codice alfa-numerico quando si riavvia lo smartphone, non viene sbloccato per più di 48 ore, non si usa il codice alfanumerico per più di 6 giorni, il dispositivo è stato sbloccato a distanza, si usa in modo sbagliato il Face ID per più di 5 volte o si attiva la modalità SOS.

L’FBI, quindi, ha effettuato un rapido e preciso lavoro per evitare che uno di questi casi si verificasse.

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