FBI: quei bastardi di Apple ci hanno rallentato i sistemi di divinazione delle password

Anche se molti non ci credono, Apple ha veramente a cuore i dati degli utenti. La società ha ideato una serie di sistemi per evitare che i dati degli utenti finiscano fuori dai dispositivi in modo improprio.

Esistono le doppie cifrature, le chiave usa e getta, i sistemi di blocco di tracciamento e molto altro. L’obiettivo è dare la possibilità agli utenti di decidere cosa farne dei propri dati. Apple in pratica vende i dispositivi, non fa denaro con i dati.

Questo processo non si interrompe mai. L’FBI, per esempio, non ha accesso ai dati con una backdoor. Di recente Stephen Flatley, durante una conferenza di Cyber Security a New York, ha dichiarato che Apple ha reso più difficile l’attacco di brute force.

In pratica uno dei sistemi più efficaci per bucare la password di iOS prevede di attaccare il dispositivo ad uno strumento. Questi prova tutte le password più comuni fino ad indovinare quella giusta.

Il sistema dell’FBI consentiva di provare 45 password al secondo. Di solito si raggiungeva un risultato positivo dopo 2 giorni. Apple ha cambiato le iterazioni da 10.000 a 1 milione. Questo rallenta le prove ad una ogni 18 secondi, portando i tempi di calcolo dai 2 giorni precedenti a ben 2 mesi.

Per questo motivo Flatley ha definito Apple dei geni diabolici.

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