Fortnite

Qualche mese fa pubblicai un articolo in cui scrissi perchè non mi piace Fortnite. Questo gioco di Epic Games, però, ha in realtà un enorme successo. Segno che per valutare il successo di un gioco non bastano i gusti personali, ma analizzare attentamente il mercato e valutare i numeri.

E i numeri parlano chiaro. Fortnite è il gioco più remunerativo della storia dei videogame, considerando che in un solo anno ha fatturato 3 miliardi di dollari. Rilasciato nei primi mesi del 2017, in una versione non completa, ha preso il volo quando è arrivata la battaglia reale.

Si tratta di una modalità di tutti contro tutti, dove si viene proiettati su un’isola e in un arco di tempo bisogna uccidere tutti gli altri. Ma cosa ne ha decretato il successo?

Da un lato abbiamo la capacità di Epic Games di aver creato viralità. Un sistema iniziale ad inviti, il passaparola e il marketing hanno creato un bacino di 200 milioni di giocatori iscritti alla piattaforma, organizzati automaticamente in vari server e gruppi di giocatori, in base alla difficoltà dello scenario.

A questo si aggiunge il business model. Gli acquisti interni sono stati alimentati dalla personalizzazione dei personaggi, con un gran numero di armi, potenziamenti e abiti. La società consente anche di scambiare e regalare elementi, il che genera un vero e proprio bazar di accessori pagati con i V-Bucks, la moneta interna che si ottiene scambiandola con denaro reale.

Per terminare ci sono i pass stagionali, che consentono di accedere a sfide periodiche speciali pagando una quota di ingresso. Una sorta di meccanismo di club esclusivo, che spinge gli utenti, soprattutto i più giovani, a pagare l’ingresso per non sentirsi esclusi dal gruppo.

Epic Games prima di Fortnite era valutata 825 milioni di $. Oggi è valutata 15 miliardi di $. Un successo che spingerà molte altre aziende a clonare il meccanismo e tentare di replicarne la crescita.

Leave a comment

Cosa ne pensi?