Second Chances, l’app che rileva se si va in overdose

Second Chances

Ho sempre immaginato la vita come una candela che brucia. Non sappiamo quanto sia lunga la nostra candela, ma di certo se facciamo uso di droghe acceleriamo la combustione. È un po’ come avere una parte di emozioni della vita concentrate in pochi minuti. Questo può dare euforia, ma arriverà sempre il conto.

Come dice un detto: “la dama bianca alla fine porta sempre il conto”. E questo conto potrebbe costare salato, perfino il prezzo di una vita. Ogni giorno muoiono 110 persone di overdose solo negli Stati Uniti. Persone che fanno un uso eccessivo di droghe, tanto da mandare in tilt tutto il sistema per poi arrivare alla morte.

Questo dato ha spinto un gruppo di ricercatori a realizzare un’app in grado di rilevare un’overdose in corso. Si chiama Second Chances e al momento non è stata ancora pubblicata. Si attende la certificazione da parte della FDA americana. Lo studio, però, è disponibile nella rivista Science Translation Medicine ed è firmata da alcuni dottori, tra cui l’anestesista Jacob Sunshine della University of Washington e dal dottorando in computer science Rajalakshmi Nandakumar.

In pratica l’app va aperta prima di prendere una dose di droga. Questa genera una frequenza mediante lo smartphone che arriva al petto. La frequenza, come un sonar, rileva il pattern dei respiri del drogato. Quando questo pattern coincide con quello di un’overdose, l’app chiama automaticamente il medico curante e i soccorsi per salvare il drogato prima che muoia.

I pattern sono stati realizzati grazie alla sperimentazione su 194 partecipanti, ai quali è stata iniettata una soluzione che simula l’arrivo di un’overdose. Il tasso di accuratezza è del 96%, riuscendo a rilevare correttamente 19 overdose su 20.

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