Diario di un pendolare che vorrebbe l’Apple Pay Express Transit

Apple Pay Express Transit in Giappone
Apple Pay Express Transit in Giappone

Prendiamo ogni anno moltissimi mezzi pubblici, soprattutto se abitiamo nelle grandi città. In alcune di queste ci sono dei sistemi di gestione del flusso di persone ottimizzato al massimo. Questo per ridurre gli ingorghi e consentire ai pendolari di prendere il primo treno al volo.

Per esempio in Giappone hanno ridotto al minimo le frizioni nel processo di ingresso nella metropolitana, togliendo le barriere ai tornelli. Godendo dell’alta onestà dei cittadini, i passeggeri inseriscono il biglietto nel tornello recuperandolo al termine del loro passaggio un secondo dopo.

Il tutto è sincronizzato in modo da consentire di raccogliere il biglietto nell’esatto punto dove si sosta ad un passo medio. Chi ha una carta elettronica, invece, può semplicemente appoggiarla mentre cammina lungo il tornello, evitando di fermarsi per attendere l’apertura delle barriere.

In Italia le cose vanno diversamente. Non potendo godere sull’onestà dei cittadini, servono delle barriere che si aprono solo all’autenticazione del titolo di viaggio. Per ottimizzare questo processo Apple ha ideato l’Apple Pay Express Transit. Si tratta di una sorta di variante di Apple Pay che consente di associare al proprio iPhone una carta dei mezzi pubblici.

Apple Pay Express Transit a Londra
Apple Pay Express Transit a Londra

Il sistema è attivo solo in alcune aree geografiche. Per l’esattezza lo troviamo a Pechino e Shanghai (Cina), in Giappone con le carte Suica, a cui si aggiungono New York City e Portland.

Di per se Apple Pay Express Transit non è nulla di rivoluzionario. Visto che alcune aziende di trasporti fabbricano carte di credito, di debito e ricaricabili per pagare i mezzi di trasporto velocemente, Apple ha semplicemente stretto accordi per integrarle nel Wallet come le carte per Apple Pay.

L’unica differenza è che questo sistema non richiede l’autenticazione dell’utente nell’atto del pagamento. Significa che per pagare non bisogna usare il Touch ID o il Face ID per autorizzare il pagamento. Basta avvicinare il dispositivo al lettore per attivare il pagamento all’istante e avviare l’apertura delle barriere di ingresso.

E in Italia? Qui non abbiamo l’Apple Pay Express Transit, ma la società ATM di Milano ha integrato i pagamenti contactless in alcuni tornelli, che sono compatibili anche con Apple Pay. Questo significa che per pagare l’ingresso nel tornello bisogna attivare un pagamento di Apple Pay con l’autenticazione.

Il sistema evita di fare le file ai distributori di biglietti o ricorrere all’invio dell’SMS al numero di ATM (48444). Ha anche il vantaggio dell’aiutare a non sbagliare tariffa di viaggio e dopo il 3 biglietto in un giorno, il sistema lo converte automaticamente in biglietto giornaliero.

Per comprendere meglio: i primi tre viaggi si pagano 2 € ciascuno, quindi 6 €, ma il quarto viaggio anziché costare 8 € si paga 7 €, in quanto si trasforma in biglietto giornaliero. Da quel momento in poi tutti gli altri viaggi in quella giornata sono compresi nei 7 € pagati e non saranno sommati altri biglietti. Utile se si vuole visitare la città e si prendono molti mezzi.

Apple Pay
Apple Pay

La verità, però, è che in tutto questo manca quel passo in più. Quell’elemento in grado di semplificare tutto il processo, soprattutto per chi ha un abbonamento. Al momento l’app Wallet non permette di importare card NFC di terzi. Sarebbe comodo poterle importare e usare all’occorrenza. Non solo la carta elettronica della metropolitana, ma anche quella della palestra, il badge del lavoro e così via.

Forse un giorno ci arriveremo, ma sarebbe comodo partire dall’abbonamento dei mezzi, per usare l’iPhone per passare il tornello senza doversi ricordare di portare con se la carta fisica. A tal proposito ho effettuato alcuni test. Se si avvicina l’iPhone al tornello a Milano, nell’area dedicata alle carte di ATM, si attiva automaticamente Apple Pay.

Non so esattamente se il processo attiva il pagamento perché vuole attivare il pagamento del biglietto, oppure se semplicemente il lettore NFC del tornello attiva la richiesta al chip NFC dell’iPhone e questi, in realtà, fa l’unica cosa per il quale è stato programmato a fare, vale a dire un pagamento con Apple Pay.

Ho provato anche ad inserire la card elettronica di ATM nella custodia dell’iPhone, per passare il telefono attivando di fatto l’abbonamento. A quanto pare, però, il lettore NFC non riesce a dare priorità alla card che arriva fisicamente prima del chip dell’iPhone, attivando quest’ultimo.

app Wallet
app Wallet

In pratica al momento si può semplicemente usare l’iPhone con Apple Pay e l’abbonamento dei mezzi come entità separate. Qualsiasi tentativo di unire le due entità, sia fisicamente che virtualmente mediante il software, non è possibile.

Spero che Apple lavori ad un sistema in grado di consentire il matrimonio dei due elementi. In fondo tecnicamente è possibile. Con Android è possibile importare le card NFC copiandone il segnale, utilizzando il chip del dispositivo per usarle in mobilità.

Quello che manca in iOS sono le API in grado di gestire questo processo di importing e utilizzo in sicurezza nell’app Wallet. La speranza è che questa funzione arrivi nelle prossime versioni di iOS.

One Comment

  1. Quello che realmente serve è uno standard globale dei pagamenti, e sembra che finalmente ci si stia arrivando (ILP, InterLedger Protocol)
    Internet è esploso perché esiste uno standard, il TCP/IP, che permette di muovere pezzi di informazione attraverso reti e dispositivi completamente diversi tra loro.
    Per i soldi purtroppo non esiste un sistema analogo, quindi ogni network di pagamento è un “silos” a se stante, il che risulta in una frammentazione per l’utente (e non solo) esagerata.
    Questo comporta che l’utente ha accesso a certi servizi di pagamento solo se il network di cui fa parte ha fatto accordi con altri servizi per abilitare i pagamenti. (vedi il supporto di Apple Pay oppure Google Pay, che dipendono da accordi singoli con banche e/o servizi).

    La vera innovazione di questi servizi sarà quando un utente non dovrà preoccuparsi di che carta di credito usa, o a che servizio di pagamento è associato… e potrà pagare qualsiasi cosa, in qualsiasi parte del mondo, con fee ridicole e senza pensieri.
    A quel punto si potrà arrivare all’assurdo che un utente Apple Pay potrà inviare soldi ad uno che usa Samsung Pay, perché il sistema automaticamente si occuperà di trasferire il denaro in real time… essendo tutto standard la differenza la faranno i servizi di “contorno” associati, mentre il trasferimento di denaro sarà garantito sempre… perché fondamentale.

Cosa ne pensi?