È ora di preoccuparci del deepfake, ecco perchè

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Immaginate se un giorno scoprite su internet un video vostro dove voi dite cose mai dette. Un video dove offendete chi amate di più, oppure ve la prendete con un gruppo etnico o fate promesse particolari. Un video che in realtà non è mai stato registrato, ma che in realtà esiste.

Il fenomeno del deepfake è reale. È un insieme di tecniche che consente di falsificare i video per aggiungere espressioni facciali e imitare il timbro di voce originale, mediante l’addestramento dei software con le reti neurali e il machine learning.

Un po’ come da piccoli si falsificava la firma dei genitori sulle giustificazioni a scuola. Solo che questa volta un software falsifica integralmente noi stessi, parlando come noi e muovendosi come noi. Una sorta di clone digitale.

Il fenomeno del deepfake nacque nel 2016, quindi è molto recente. Grazie allo sviluppo e la diffusione delle reti neurali, un gruppo di ricercatori realizzò l’app Face2Face, dove si mostrava come era possibile far muovere il volto di un’altra persona muovendo il proprio. Una fotocamera mappava i volti per farli muovere allo stesso modo.

L’anno successivo nacque il progetto “Synthesizing Obama”, dove questa tecnica fu usata per creare un video di Obama mentre teneva un discorso mai tenuto. Potete ben capire la pericolosità della cosa. Si potrebbe creare un finto video del presidente degli Stati Uniti mentre dichiara guerra ad un paese.

Da allora il deepfake è diventato un fenomeno dilagante. La maggior parte dei finti video sono stati realizzati nell’industria dei contenuti per adulti. Sono stati realizzati centinaia di video con le star di Hollywood mentre hanno rapporti intimi spinti. Una pratica che attira i curiosi nel vedere personaggi famosi in atteggiamenti riservati.

Sono tante le attrici colpite dal fenomeno, tra cui Emma Watson, Katy Perry, Taylor Swift e Scarlett Johansson. Quest’ultima, dopo aver provato a fermare il fenomeno con delle cause, ha poi gettato la spugna per via dell’incremento di contenuti falsi sulla sua persona. Un fenomeno molto difficile da arginare.

Il deepfake è molto utilizzato anche nel campo della politica. Oltre ai tanti video di Trump, è famoso l’esempio italiano del video su Matteo Renzi pubblicato da Striscia la Notizia. Un video dichiaratamente falso, ma che ha contribuito ad issare i leoni di tastiera contro l’ex premier.

Negli Stati Uniti si sta cercando anche di fermare il fenomeno prima di registrare molti danni. Visto che i deepfake possono incrementare enormemente le fake news, la California ha approvato le leggi AB-602 e AB-730 per vietare e punire l’uso delle deepfake per fabbricare video politici.

L’obiettivo è evitare il dilagare di fake news in vista della prossima campagna elettorale americana che inizierà il prossimo anno. Considerando che spesso i politici usando tutti i mezzi disponibili, si vuole evitare che vengano fabbricati falsi contenuti per danneggiare i concorrenti.

Nella speranza che il legislatore italiano intervenga il prima possibile, per evitare fenomeni lesivi anche in Italia.

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