Recensione delle Beats Studio3 Wireless

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Ci sentivamo soli e abbiamo creato un mondo pieno zeppo di cose. Automobili, chiacchiericcio, speaker, aspirapolvere, TV e molto altro riempiono il suono tutto intorno a noi. Oramai è difficile trovare un luogo completamente silenzioso, dove godersi la mancanza di suoni e riposare orecchie e cervello. A meno che questo mondo non lo isoliamo noi.

Da diversi anni sono in vendita le cuffie con i sistemi di cancellazione del suono. Si tratta di sistemi che generano onde contrarie a quelle emesse dai suoni, tali da annullarle. Quindi la cuffia emette una frequenza come quella esterna, tale da annullarla. Un fenomeno che si nota di più se la frequenza è continua, come il suono di sottofondo di un treno o di un aereo.

Tra le migliori cuffie in commercio con sistemi del genere ci sono sicuramente quelli delle di Bose, ma anche Apple ha il suo sistema. Le cuffie Beats hanno un sistema di cancellazione dei rumori di fondo. A tal proposito ho comprato le Studio3 Wireless che, attualmente, sono il top di gamma di Beats.

A differenza delle Beats Solo3, il modello appena sotto, le Studio3 non hanno un sistema passivo di cancellazione del rumore, ma un sistema attivo. Questo significa che le cuffie non emettono semplicemente una frequenza contraria a quella dei rumori esterni, ma questa frequenza si adatta in base al tipo del rumore in tempo reale.

La tecnologia si chiama Pure ANC (Adaptive Noise Canceling) e permette di isolarsi da ciò che avviene all’esterno. Devo dire che il risultato è evidente. Le ho testate in un viaggio in treno e hanno eliminato tutti i rumori esterni. Si tratta di cuffie over-ear, quindi coprono l’orecchio. Questo di per se applica un primo strato di isolamento dei rumori esterni. Si aggiunge un secondo strato del Pure ANC e si aggiunge un terzo strato dell’audio in uscita. Sommando questi tre elementi si ottiene un’isolamento molto elevato dai suoi esterni.

Questo vi fa comprendere quanto sia importante non usarle alla guida o in quelle situazioni dove l’ambiente circostante potrebbe metterci in pericolo. Situazioni dove i suoni di avviso, come quelli dei clacson, potrebbero avvisarci del pericolo imminente.

Un altro elemento positivo di queste cuffie sono l’autonomia. Ormai le mie AirPods di prima generazione iniziano a mostrare segni di vecchiaia. L’autonomia non è quella di una volta (4 ore con una carica). Le Beats Studio3 Wireless, invece, hanno un’autonomia di ben 22 ore con una singola carica. Autonomia con sistema dinamico di riduzione dei rumori attivo.

Nel caso in cui non volessimo usare il sistema Pure ANC, che si spegne con una doppia pressione sul pulsante di accensione, l’autonomia sale a ben 40 ore, quindi quasi due giorni pieni. In caso di batteria scarica, grazie al sistema Fast Fuel, possiamo ricaricarle per 10 minuti e ottenere così 3 ore di autonomia di riproduzione musicale.

La nota dolente sta nel fatto che, usando il cavo RemoteTalk (incluso nella confezione), se la batteria è scarica non potremo usare le cuffie per ascoltare musica. In pratica per usare c’è bisogno che nella batteria ci sia sempre energia. E questo ci permette di capire dove possiamo andare a parare.

Nel tempo la batteria perde di autonomia, degrada e prima o poi diventerà inutilizzabile. Visto che neanche l’uso via cavo è consentito senza autonomia, le cuffie sono destinate a invecchiare per sempre. Il servizio di sostituzione delle batterie di Beats prevede, per questo modello, di pagare 97,20 € per ottenere delle batterie nuove.

sostituzione batterie Beats
sostituzione batterie Beats

Il terzo elemento positivo delle Studio3 Wireless è il chip W1, lo stesso delle prime AirPods. Questi permette di associare velocemente il dispositivo ai prodotti di Apple grazie all’autenticazione con l’Apple ID. Una tecnologia che facilità l’utilizzo con i dispositivi.

C’è da dire, però, che il chip non è il recente H1, presente nelle ultime AirPods, ma il W1. Apple, quindi, non ha sentito l’esigenza di aggiornare questo modello all’ultimo chip. Il bluetooth è inoltre il 4.0 e non il recente 5.0. Probabilmente questo genere di migliorie le troveremo nelle Studio4 Wireless.

Grandi 18,4 cm, hanno un peso di 260 grammi. Le Bose 700 pesano invece 249 grammi. Le Studio3 Wireless sono pieghevoli e questo aiuta a inserirle nell’apposita custodia semi rigida. Una custodia che mi aspettavo fosse più piccola, ma che invece è abbastanza voluminosa. Questo a fronte di una buona protezione da urti e pressioni.

Dal punto di vista del comfort mi aspettavo qualcosa in più. Anche se sono regolabili, forse complice la mia testa non proprio piccola, le cuffie premono un po’ ai lati. Una sensazione che diventa fastidiosa dopo molte ore di utilizzo, come in un viaggio in treno. Il fastidio cresce se indossate anche gli occhiali. Mi aspettavo maggiore morbidezza.

I comandi per gestirle sono sull’auricolare sinistro. Avrei preferito averle su quello destro. I pulsanti permettono di mettere in pausa o riprendere un brano e cambiare il volume del brano senza dover prendere il telefono dalla tasca. C’è anche un microfono integrato per le chiamate, ma onestamente nelle mie prove non ha dato segni di grande affidabilità. L’interlocutore mi sentiva sempre lontano.

Dal punto di vista della qualità audio non siamo di fronte a nessun miracolo dell’audio. Questi è sicuramente di buona qualità, bilanciato bene e i bassi ben pesati. Ma da un modello di punta mi sarei aspettato l’effetto WOW che non c’è. L’audio è gradevole e di qualità, ma nulla di entusiasmante. Non esiste neanche un’app dedicata che ti permette di personalizzare l’equalizzazione.

Riassumendo le Beats Solo3 Wireless hanno un bel design, un logo cool e materiali qualitativamente elevati. Il sistema di cancellazione del suono è molto buono per non essere disturbati dai rumori esterni. Molto buona l’autonomia della batteria. Meno il comfort e la qualità audio è molto buona, ma non il top. Buona la portabilità anche se la custodia è grossa.

Le trovate su Amazon dove sono in vendita per 349,95 €.

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