Servant è una delle prime serie televisive di Apple per Apple TV+. Si tratta della serie che Apple ha preparato per il genere horror, anche se potremmo definirla di più una serie inquietante.

Narra la storia di Dorothy e Sean Turner. I due neo genitori hanno un bambino, Jericho, che purtroppo muore misteriosamente dopo 13 settimane. I genitori passano un brutto momento, tant’è vero che Dorothy entra in uno stato catatonico. Per uscirne ai due viene suggerito di usare una bambola reborn. Questo tipo di bambole sono molto realistiche tanto da sembrare dei bambini veri.

Il coinvolgimento emotivo rende la situazione sempre più paranoica, a seguito anche dell’arrivo di una baby sitter che viene chiamata per prendersi cura del bambino-bambola.

Una trama che assomiglia molto al film La verità su Emanuel del 2013. In questo film Emanuel è una ragazza che subisce un dramma dopo aver saputo che la sua nascita ha causato la morte di sua madre. Un giorno si trasferiscono vicino casa sua una coppia la cui donna assomiglia molto a sua madre.

Frequentandola Emanuel scopre che la donna, Linda, ha un figlio che si rivela essere una bambola reborn. Pur di stare più tempo possibile con Linda, Emanuel si propone di farle da baby sitter e nascondere il segreto riguardante la bambola.

Il filone narrativo è leggermente diverso, ma c’è di mezzo una bambola reborn e questo basta per gridare alla similitudine. Per questo motivo la regista e sceneggiatrice italiana, Francesca Gregorini, ha deciso di fare causa ad Apple e al produttore M. Night Shyamalan per plagio.

Secondo Gregorini il produttore avrebbe visto il suo film e si è “ispirato” per crearne uno simile, generando Servant. L’uomo in passato fu accusato di una pratica simile con il film The Village, molto simile a Running Out of Time.

Aggiornamento: Il giudice John F. Walter ha decretato che i due contenuti non sono abbastanza simili per procedere con una causa legale. Apple, quindi, non ha copiato il film “La verità su Emanuel” di Francesca Gregorini.

In sintesi, le asserite somiglianze tra le opere decadono rispetto alle differenze nella trama, nei temi, nel dialogo, nell’umore, nell’impostazione, nel ritmo, nei personaggi e nella sequenza degli eventi e la Corte conclude che le opere in questione non sono sostanzialmente simili come una questione di legge

giudice John F. Walter

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