L’icona dell’app Amphetamine
L’icona dell’app Amphetamine

Conobbi l’app Amphetamine qualche anno fa. È praticamente un alternativa a Caffeine. Quest’app installa un’icona nella menubar di macOS. Se si preme su di essa lo schermo del computer resta sempre attivo e non va in sleep dopo un periodo di tempo prefissato. Utile se si vuole tenere il Mac attivo momentaneamente.

Entrambe le app fanno quindi la stessa cosa. Solo che nel secondo caso il Mac “resta sveglio” perché ha preso simbolicamente molta caffeina. Nella prima app perché virtualmente ha assunto delle anfetamine, quindi delle droghe.

Il 29 dicembre qualcuno tra i revisori delle app di Apple si è accorto del cattivo gusto nel nome scelto dell’app e ha deciso di escluderla dal Mac App Store. Il suo sviluppatore, William Gustafson, è caduto stranamente dal pero issando la sua rabbia sui social network e accusando Apple di monopolio e prepotenza. Accuse molto in voga ultimamente.

Grazie alla recente possibilità di chiedere l’appello contro le bocciature di revisione, lo sviluppatore ha potuto usare l’unica motivazione valida a suo favore, vale a dire il fatto che negli ultimi 6 anni Apple non ha mai fatto problemi per il nome dell’app, quindi iniziare adesso è fuori luogo. Inoltre esistono app come iBeer e il gioco Mafia che non vengono bannati.

In effetti Apple si è accorta della poca coerenza e ha accettato di nuovo l’app.

Come ha anche dichiarato Gustafson Apple ha temuto che chiamare un’app anfetamina e mostrare una pillola di droga nell’icona sarebbe stato un po’ troppo per chi, magari, sta provando a uscire dalla dipendenza delle droghe. La società ha quindi chiesto di eliminare i riferimenti alle droghe.

Cosa che lo sviluppatore ha già dichiarato di non voler fare. Potrà continuare a chiamare anfetamina un’app che semplicemente tiene attivo lo schermo del Mac, mostrare una pillola di droga e pavoneggiarsi per questo. Tutto in nome della libertà.

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8 Comments

  1. E qual è il problema? Non è che se una applicazione o na canzone si chiama come una droga allora incita alla droga..

    1. Esattamente, sono completamente d’accordo con te. Caro Ciro, questa volta la Apple ha toppato e di brutto. E anzi: questo continuo trattare gli utenti come dei deficienti sta portando ad dei paradossi evidenti. Uno su tutti: porta usb-c su iPad e lightning su Airpods Max (con cavo da 30€ proprietario per fare doppia conversione analogico-digitale-analogico). Ridicoli. E poi rompono per i nomi delle App. Ma va va…

  2. immagino l’originale di tutto sia in inglese, quindi sarà verosimilmente stato utilizzato il termine “drug” che però vuol dire farmaco.
    Le anfetamine sono anche usate come sostanze di abuso ma in origine sono farmaci, non necessariamente droghe.
    Non è cocaina, non è eroina, non sono pastiglie di acido, non sono funghetti allucinogeni che non hanno risvolto terapeutico.
    Quindi il titolo più corretto dovrebbe forse essere “ Chiama la sua app come un farmaco e si meraviglia di avere problemi nell’App Store”, o no?

      1. Sai che esistono farmaci ospedalieri che non puoi comprare in farmacia (anche se sei un medico con tanto di tesserino), vero?

      2. in generale tutti i farmaci sono acquistabili in farmacia se hai la (corretta) prescrizione di un medico e non è un farmaco ad esclusivo esclusivo uso ospedaliero (classificati come farmaci in “classe H”). Le anfetamine, per dire, sono utilizzati in alcuni casi particolari come farmaci per ridurre l’appetito

  3. Io sono d’accordo che non ci trovo niente di male se si chiama come un farmaco l’applicazione. Secondo me è fuori luogo far passare lo sviluppatore dalla parte del torto usando questo tipo di linguaggio.

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