L’AirPods Pro è sensibile alla pressione delle dita
L’AirPods Pro è sensibile alla pressione delle dita

Io ti sento, tu mi senti?” “Scusa stavo parlando ma avevo il mute”. Quante volte è stata sentito questo dialogo negli ultimi mesi? Il lockdown e il lavoro da remoto hanno spinto le persone a gestire i meeting con strumenti come Zoom e Teams, con la comoda funzione del tasto mute.

Il tasto mute ha qualcosa di magico. Ci consente di fare rumori molesti con il corpo senza apparire maleducati, commentare senza essere sentiti, mascherare i rumori di casa come il vicino che trapana o i bambini che urlano. Si può usare anche banalmente evitare l’effetto eco durante le chiamate. In pratica è una funzione essenziale.

Il problema è che bisogna governare questo potente strumento capendo quando premere per attivare e disattivare il mute. Se non lo si fa nel momento giusto si rischiano pessime figure oppure di parlare senza essere sentiti, dovendo ripetere tutto d’accapo.

A tal proposito le AirPods non aiutano per niente. Gli auricolari di Apple non integrano la funzione mute e unmute. Cosa che potrebbe essere fatta facilmente. Nelle impostazioni degli auricolari, accessibili dal menu Bluetooth di iOS, si può scegliere che quando si preme sul sensore di pressione degli auricolari della versione Pro, oppure si fa un doppio tap su quella non Pro, gli auricolari debbano attivare Siri o accettare o chiudere una chiamata.

Le stesse funzioni si possono usare per mettere in pausa o play un brano musicale. Oppure se avete le Pro potete usare questo menu per indicare di attivare o disattivare la riduzione del rumore esterno.

Basterebbe integrare la funzione mute e unmute proprio in quel menu. Per esempio indicando di attivare il mute con una pressione leggera e l’unmute con una più decisa. Oppure applicare il mute se si effettua una pressione sull’auricolare sinistro e l’unmute su quello destro.

In pratica tecnicamente è possibile. Quello che manca è la volontà di Apple di lavorarci su. Il problema successivo sarà consentire agli sviluppatori di integrare le API adatte nelle loro app di gestione delle videochiamate, per poi ritrovarsi la funzione disponibile per tutti.

Spero che Apple integri la funzione il prima possibile.

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