La crescita degli acquisti In App nell’App Store dal 2015 al 2020
La crescita degli acquisti In App nell’App Store dal 2015 al 2020

Per gli utenti le app dovrebbero essere tutte gratuite e senza limiti. Questo cozza con il fatto che gli sviluppatori hanno bisogno di risorse per sviluppare, quindi c’è bisogno del giusto equilibrio tra il gratuito e il pagabile.

Al centro della questione c’è il valore offerto agli utenti. Quanto valore genera per voi un’app? Quantificando questo valore in denaro, il prezzo con la quale viene offerta è equilibrato?

Per me potrebbe non valere la pena spendere 40 € l’anno per un abbonamento per un calendario, ma potrebbe avere senso se l’app è una di scrittura che mi permette di creare documenti da condividere, come quella che sto utilizzando adesso oppure un servizio come Office.

A tal proposito Apple spinge molto sugli abbonamenti: pagare un fisso mensile o annuale a fronte di uno sviluppo continuo dell’app. Gli sviluppatori integrano il sistema, anche se non sempre con una logica sensata, ma la vera domanda è: questo porta a più soldi?

Per rispondere a questa domanda Sensor Tower ha analizzato la crescita degli introiti nell’App Store USA. Si evince, così, che ogni utente è passando dallo spendere in media 100 $ nel 2019 a 138 $ nel 2020, con una crescita del 38%.

Questo trend non è recente. Dal 2015 a oggi assistiamo a una spesa pro-capite a doppia cifra tutti gli anni. Nel 2015, infatti, si spendevano in media 33 $ all’anno. L’introduzione degli abbonamenti ha quindi portato una crescita di spesa per ciascun utente.

La spesa più grossa viene fatta per il settore più ampio dell’App Store, vale a dire quello dei videogame. Ogni utente spende 76,8 $ l’anno in videogame e potenziamenti. Una crescita del 43% su base annua.

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