NFT Steve Jobs
Apple dice sì agli NFT ma non devono farle perdere soldi 2

Abbiamo parlato diverse volte degli NFT in questo sito. I Non Fungible Token sono dei codici registrati in una blockchain, spesso di Ethereum o Polkadot, e associati a delle immagini. Ma a cosa servono?

Di base a niente. Si tratta di un sistema per certificare che quel contenuto multimediale sia unico, associando token (codici alfanumerici), validati in una blockchain. Questa, essendo non modificabile una volta validata, assicura nel registro di blocchi l’associazione token:contenuto.

Nella realtà questo sistema può essere usato per varie cose. Molte volte per associare al possesso dell’immagine dei diritti. Per esempio un cantante può far entrare i suoi fan più fedeli al backstage dei concerti, se questi hanno acquistato gli NFT dedicati.

Oppure un’azienda può regalare degli NFT speciali a chi effettua un certo numero di acquisti. Oppure si possono creare degli NFT commemorativi per un evento speciale, come omaggio o per la vendita di beneficenza.

Gli NFT possono anche essere scambiati, mediante dei passaggi da un crypto wallet a un altro. Un passaggio che può avvenire dietro compenso, spesso cryptomonete o in forma gratuita.

Sarebbe possibile distribuire o vendere NFT nell’App Store?

Di recente Apple ha cambiato le norme del suo negozio proprio per consentire la distribuzione di NFT. Come si legge nella regola 3.1.1 aggiunta di recente:

Le app possono utilizzare l’acquisto in-app per vendere e servizi relativi a token non fungibili (NFT), come conio, quotazione e trasferimento. Le app possono consentire agli utenti di visualizzare i propri NFT, a condizione che la proprietà NFT non sblocchi funzionalità o funzionalità all’interno dell’app. Le app possono consentire agli utenti di sfogliare raccolte NFT di proprietà di altri, a condizione che le app non includano pulsanti, collegamenti esterni o altri inviti all’azione che indirizzano i clienti a meccanismi di acquisto diversi dall’acquisto in-app.

In altre parole se gli utenti vogliono vendere gli NFT nelle app, devono integrare il sistema In App e cedere il 30% di commissione.

Se si vende un NFT, questi non deve consentire lo sblocco di sezioni dell’app a pagamento. Quindi l’NFT non deve diventare un’alternativa al pagamento di servizi e, soprattutto, non deve essere usato per eludere il sistema In App.

Potremmo riassumere tutto questo dicendo che Apple consente all’uso degli NFT solo se le fanno guadagnare soldi.

Una decisione che ha fatto storcere il naso a molti. Non tanto per i timori della società di vedere l’uso degli NFT come alternativa al sistema In App, ma sulla decisione di far pagare il 30% di commissioni sull’acquisto e vendite di NFT.

Una zavorra che non farà altro che frenare qualsiasi progetto sull’argomento, riducendo l’entusiasmo di chi vorrebbe creare dei servizi in merito.

Leave a comment

Cosa ne pensi?