PocketCHIP con macOS all’interno
PocketCHIP con macOS all’interno

Quando la tecnologia incontra la nostalgia, nascono progetti affascinanti come PocketCHIP, un dispositivo portatile per il retro computing. Questo progetto nacque nel 2016, con l’obiettivo di creare una sorta di Game Boy per computer. Quindi un computer estremamente portatile.

Come è facilmente immaginabile, però, non tutti i computer si possono facilmente trasformare in dispositivi portatili. L’iPhone, per esempio, nonostante la sua enorme potenza ha bisogno di un sistema operativo dedicato e ottimizzato.

Il gioco funziona se si effettua il porting di vecchi sistemi operativi. Quelli che entravano nei floppy disk. Quindi OS leggeri, semplici, che richiedono poco hardware. Paul Rickards, quindi, ha deciso di infilarci dentro una vecchia versione di macOS. Quella presente nel Macintosh, e ci è riuscito.

Che cos’è il PocketCHIP

PocketCHIP è un dispositivo Linux portatile nato da un progetto su Kickstarter nel 2016. Questa piccola macchina all-in-one integra un touch display, tastiera, memoria, batteria, porte USB, WiFi, Bluetooth e tanto altro.

Purtroppo nonostante il successo iniziale, la società produttrice, Next Thing Co., ha chiuso i battenti nel 2018.

Nonostante questo la comunità di appassionati di retrocomputing ha continuato a sperimentare e sviluppare nuove funzionalità per PocketCHIP, tra cui l’installazione di un emulatore di Macintosh.

Emulare il Macintosh con Mini vMac

L’emulatore scelto per portare il Macintosh su PocketCHIP è Mini vMac, un software gratuito che riproduce fedelmente l’esperienza d’uso dei primi modelli di Mac, dal 128k al Mac II. Per installare Mini vMac su PocketCHIP, è necessario compilare il programma sorgente con le opzioni desiderate, come dimensioni dello schermo e velocità di emulazione.

Fortunatamente, un utente di GitHub di nome zzxzzk115 ha già fatto il lavoro duro, creando una versione di Mini vMac ottimizzata per PocketCHIP e con supporto per il Macintosh II. È sufficiente scaricare i file binari dal suo repository e copiarli sul dispositivo.

Requisiti e preparazione del PocketCHIP

Prima di procedere all’installazione dell’emulatore, è necessario aggiornare il PocketCHIP con le ultime versioni delle librerie e dei pacchetti necessari. Inoltre, è importante avere a disposizione una copia della ROM del Macintosh II e un’immagine disco avviabile di macOS.

Una volta pronti, si può lanciare l’emulatore con il comando:

./minivmac Disk1.dsk

L’utilizzo di Mini vMac su PocketCHIP presenta alcune sfide, principalmente legate alle dimensioni ridotte dello schermo (480 x 272 pixel). Infatti, alcune finestre potrebbero risultare tagliate o fuori dal campo visivo, rendendo difficile l’interazione con i pulsanti e i menu.

Il PocketCHIP con macOS
Il PocketCHIP con macOS

Un possibile rimedio a questo problema è l’installazione di Virtual Desktop, un software che permette di espandere virtualmente lo schermo e di spostare le finestre al di fuori dell’area visibile.

Uno degli aspetti più affascinanti dell’emulazione del Macintosh su PocketCHIP è la possibilità di collegarsi a dispositivi AppleTalk reali, come stampanti e altri Mac. Per farlo, è necessario disporre di un adattatore AirTalk, un dispositivo che trasforma il traffico LocalTalk in pacchetti UDP WiFi.

Con l’adattatore AirTalk configurato correttamente, PocketCHIP può comunicare con i dispositivi AppleTalk e persino stampare su una vecchia ImageWriter II.

Se si ha a disposizione un Raspberry Pi con MacIPGW, un pacchetto di strumenti precompilati per semplificare l’utilizzo di Mac vintage, è possibile connettere il PocketCHIP emulato a Internet tramite il protocollo MacIP. Basta configurare correttamente MacTCP e utilizzare un browser compatibile, come Netscape 2.0.2, per navigare su siti web adatti a Macintosh d’epoca.

In conclusione

PocketCHIP e l’emulatore Macintosh rappresentano un affascinante connubio tra passato e presente, permettendo agli appassionati di rivivere l’esperienza d’uso dei primi Macintosh in un dispositivo portatile e moderno.

Grazie all’emulazione, è possibile esplorare le origini di macOS, collegarsi a dispositivi AppleTalk e persino navigare su Internet come si faceva negli anni ’90. Una vera chicca per gli amanti del retrocomputing. Per ulteriori informazioni sul progetto vi lascio alla pagina dedicata.

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