TikTok

Abbiamo tutti il nostro momento di TikTok quotidiano. Non nascondo che anche io a volte, in quei momenti dove non voglio usare il cervello, mi lascio a qualche minuto di video. Specialmente quelli dove i soldati tornano a casa dai familiari, i mini video dei viaggi e roba da mangiare.

Il problema è che i minuti a volte diventano quarti d’ora e i quarti d’ora ore. È un fenomeno comune. Quando il sistema incatena video che possono piacerci allora è difficile tornare alla realtà. Un fenomeno che può essere usato per intrattenimento, ma che raccoglie anche delle insidie.

L’algoritmo TikTok è un potente sistema che determina quali contenuti vengono mostrati agli utenti dell’app. Utilizza numerosi fattori, tra cui hashtag, interazioni (like, commenti, condivisioni), tempo di visione e informazioni sui video, per suggerire contenuti rilevanti e coinvolgenti.

L’obiettivo è tenere gli utenti interessati offrendo una costante varietà di contenuti.

L’algoritmo non si basa sul numero di follower, ma sulla qualità dei contenuti e sul loro potenziale di attirare visualizzazioni e interazioni. Questo permette a qualsiasi creatore di raggiungere visibilità, ma solleva anche interrogativi sull’influenza che l’algoritmo può esercitare.

Alcuni temono che possa essere sfruttato per diffondere disinformazione, mentre altri sostengono che potrebbe essere un’efficace arma di propaganda nelle mani di governi o entità ostili.

I rapporti tra TikTok e Pechino

TikTok è di proprietà di ByteDance, un’azienda tecnologica globale con sede a Pechino. Questo legame con la capitale cinese solleva preoccupazioni sul controllo e l’influenza del Partito Comunista Cinese (PCC) e del governo sulla piattaforma.

La Legge sulla Intelligence Nazionale cinese richiede a tutti i cittadini e le organizzazioni di partecipare alle attività di intelligence nazionale ed estera. Ciò alimenta i timori che il governo cinese possa accedere ai dati degli utenti TikTok.

Il governo cinese possiede inoltre una quota in Beijing Douyin Information Service, una sussidiaria di ByteDance che gestisce le operazioni cinesi di TikTok. Questo potrebbe conferire al governo il diritto di veto sulle decisioni relative ai contenuti.

La legge cinese sul controllo delle esportazioni, che copre la tecnologia di raccomandazione video di TikTok, dà al governo il potere di vietare o limitare il trasferimento di tecnologia al di fuori della Cina.

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali in Italia ha chiesto a TikTok chiarimenti riguardo a un presunto accesso ai dati degli utenti da parte del PCC. Secondo un ex dirigente ByteDance, un comitato affiliato al PCC aveva accesso a vari dati utente, come informazioni di rete, identificatori SIM e indirizzi IP, con l’obiettivo di identificare individui e loro posizioni, in particolare manifestanti di Hong Kong e attivisti per i diritti civili.

La posizione degli Stati Uniti

Preoccupazioni sulla sicurezza nazionale

Gli Stati Uniti hanno espresso crescenti timori che TikTok possa essere utilizzato dal governo cinese per raccogliere dati sulla popolazione americana o diffondere propaganda e disinformazione. Fin dall’amministrazione Trump, le autorità statunitensi hanno sollevato dubbi sulla proprietà dell’app da parte della società cinese ByteDance.

Possibile divieto o vendita forzata

Il Congresso degli Stati Uniti sta valutando una legge bipartisan che obbligherebbe ByteDance a vendere le sue quote di TikTok a proprietari non cinesi o affrontare un divieto dell’app negli Stati Uniti. La Camera dei Rappresentanti ha recentemente approvato un disegno di legge che potrebbe portare a un divieto nazionale di TikTok se ByteDance non vende la piattaforma.

Valore dell’algoritmo

Il valore dell’algoritmo di TikTok è considerato più prezioso della piattaforma e del marchio stessi. ByteDance è riluttante a vendere l’algoritmo insieme alla piattaforma, temendo che ciò possa indebolire la sua posizione strategica e portare alla vendita dei segreti dell’algoritmo ai concorrenti.

Attualmente questi diventa un ottimo strumento di intrattenimento, anche grazie ai tantissimi video di persone alla ricerca del successo nel mondo dell’influencer marketing. Ma se l’algoritmo dovesse essere manomesso di proposito?

Mettiamo caso che la Cina invada Taiwan, come ha promesso di fare. In quel caso il governo cinese potrebbe benissimo oscurare tutti i video sull’avvenimento. Potrebbe anche promuovere quelli che si schierano dalla sua parte, penalizzando quelli di condanna.

Per evitare di essere penalizzati, così, gli “influencer” inizierebbero a creare video a favore dell’invasione e rimanere in vetta, generando una enorme macchina di propaganda e di convincimento sociale.

Questo è solo un esempio di come TikTok potrebbe essere utilizzato come arma. Gli esempi potrebbero essere tantissimi. Dalle elezioni politiche all’influenza in tema di argomenti di attualità, come il pro o contro al nucleare.

Sondaggi sull’opinione pubblica

Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, il 58% degli americani ritiene che il governo cinese stia utilizzando TikTok per influenzare l’opinione pubblica negli Stati Uniti. I repubblicani sono più propensi dei democratici a credere che la Cina stia usando TikTok per influenzare le opinioni statunitensi.

Sostegno al divieto

Il 50% degli americani sostiene il divieto di TikTok, mentre il 32% si oppone. Gli americani più anziani (oltre i 40 anni) sono più propensi a sostenere un divieto rispetto ai più giovani (18-39 anni).

Critiche di TikTok

TikTok ha affermato di aver speso oltre 1,5 miliardi di dollari in sforzi per la sicurezza dei dati e di non condividere i dati degli utenti con il governo cinese.

Il CEO di TikTok, Shou Zi Chew, ha contestato la decisione di vendita o divieto, definendola “incostituzionale” e annunciando che l’azienda intraprenderà azioni legali per opporsi.

La posizione dell’UE e dell’Italia

Indagine della Commissione Europea

La Commissione Europea ha avviato una procedura formale nei confronti di TikTok per verificare potenziali violazioni degli obblighi previsti dal Digital Services Act (DSA) dell’UE riguardo alla protezione dei minori.

L’indagine si concentrerà sulla progettazione di TikTok, inclusi gli algoritmi che possono indurre dipendenze comportamentali o creare effetti “rabbit hole”, nonché sugli strumenti utilizzati dalla piattaforma per impedire ai minori di accedere a contenuti inappropriati.

Possibili Sanzioni

Se TikTok fosse ritenuta colpevole di aver violato le nuove regole dell’UE, potrebbe rischiare ammende fino al 6% del suo fatturato globale.

  1. Procedura Formale
  2. Esame degli Algoritmi
  3. Protezione dei Minori
  4. Possibili Sanzioni Pecuniarie

Seconda Procedura ai sensi del DSA

Questa è la seconda procedura formale aperta dall’UE ai sensi del Digital Services Act, dopo quella avviata a dicembre contro X (Twitter) riguardo agli obblighi di contrastare la diffusione di contenuti illegali e combattere la manipolazione delle informazioni.

Sospensione di Funzionalità di TikTok Lite

La Commissione Europea minaccia di sospendere alcune funzionalità dell’app TikTok Lite, introdotta in Francia e Spagna, a causa di preoccupazioni sui “rischi di gravi danni alla salute mentale degli utenti”, inclusi i minori, derivanti dal programma di ricompense che può portare a “dipendenza”.

TikTok ha tempo fino al 24 aprile per presentare le proprie argomentazioni difensive, che la Commissione valuterà attentamente. Se le carenze della piattaforma fossero dimostrate, costituirebbero violazioni degli Articoli 34 e 35 del Digital Services Act.

Interruzione del Programma “Task and Reward”

TikTok è stata inoltre obbligata a interrompere il suo programma “Task and Reward” in Europa.

TikTok può veramente essere usato come un’arma?

TikTok può essere uno strumento potente per le aziende di tutte le dimensioni per diventare virali e raggiungere un vasto pubblico, anche senza un grande seguito esistente.

L’algoritmo di TikTok è progettato per mostrare contenuti coinvolgenti e rilevanti agli utenti, indipendentemente dal numero di follower del creatore. Ciò consente a chiunque di ottenere visibilità, ma solleva anche interrogativi sull’influenza che l’algoritmo può esercitare.

Potenziale per la Disinformazione

Alcuni temono che l’algoritmo possa essere sfruttato per diffondere disinformazione o contenuti fuorvianti. Poiché l’algoritmo premia i contenuti che generano maggiori interazioni, le informazioni false o sensazionalistiche potrebbero essere amplificate e raggiungere rapidamente un vasto pubblico.

Strumento di Propaganda

Un’altra preoccupazione è che l’algoritmo possa essere utilizzato come un’arma di propaganda da parte di governi o entità ostili. Contenuti mirati potrebbero essere promossi per influenzare l’opinione pubblica su questioni politiche, sociali o geopolitiche.

Impatto sulle Elezioni

Durante le elezioni, l’algoritmo potrebbe essere sfruttato per promuovere o sopprimere determinate narrazioni politiche, influenzando potenzialmente le preferenze degli elettori. Questo solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla responsabilità dell’algoritmo.

In conclusione

L’algoritmo di TikTok è una potente tecnologia di machine learning capace di influenzare i flussi di contenuti. Sebbene offra opportunità di visibilità per chiunque, solleva legittime preoccupazioni riguardo al potenziale utilizzo per diffondere disinformazione o propaganda. 

È fondamentale garantire trasparenza e responsabilità sull’algoritmo per salvaguardare l’integrità dell’informazione online.

Governi e istituzioni stanno indagando su TikTok per tutelare la privacy e i diritti degli utenti. L’UE ha avviato procedimenti formali per esaminare gli algoritmi e proteggere i minori. Gli USA valutano opzioni come la vendita forzata o il divieto dell’app per motivi di sicurezza nazionale. Queste azioni mirano a bilanciare le opportunità offerte dalla piattaforma con le necessarie salvaguardie.

Resta il fatto che TikTok potrebbe essere usato come una vera e propria arma di manipolazione di massa.

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